Recensione D’AMORE SI MUORE MA IO NO di Guido Catalano

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Oggi mi trovo ad inaugurare la sezione chiamata Primavera, la stagione delle novità quella che, almeno nell’immaginario, ci fa vivere di dolci torpori e nuovi amori che sbocciano ed è proprio di questo che parla il nuovo (nonché primo) romanzo di Guido Catalano, D’amore si muore ma io no.

Catalano ci racconta una storia d’amore tra l’ultimo dei poeti e la bella aracnologa, ma la racconta nella sua fase più delicata quella della conoscenza, degli inizi di una relazione, quando ci si perde in atteggiamenti ridicoli e paranoie dalle dimensioni esorbitanti! L’ultimo dei poeti, “abile percettore di sorrisi di belle ragazze”, ci fa compiere un viaggio nell’universo contorto dell’ammmore tra esperienze presenti e ricordi di un’adolescenza non proprio fortunatissima sotto questo punto di vista e una maturità di grandi successi, perché si sa che i poeti viventi hanno un gran successo con le donne! Ma non è l’amore dei libri quello che viene descritto, niente frasi importanti o ragionamenti contorti, no, si parla dell’amore reale, quello che tutti viviamo, quello che ci fa apparire ridicoli, quello che coglie la sbavatura dell’essere umano, che ci fa apparire come una specie decisamente sopravvalutata: ma chi almeno una volta nella sua vita non è stato con il cellulare in mano ad aspettare che la persona desiderata gli inviasse un sms? Che almeno una volta, ad un appuntamento, non si è sentito un deficiente per ciò che stava dicendo? O chi, almeno una volta nella vita, non ha sentito una vocina nella testa ( che nel caso del nostro protagonista si risolve in visioni, a mio giudizio un po’ inquietanti, di Tonio Cartonio!) che gli suggeriva di tacere invece di continuare a parlare a raffica e sembrare un perfetto idiota davanti alla persona amata? Bene, Guido Catalano si descrive e ci descrive così, colti nel momento in cui diventiamo ridicoli (per fortuna) per amore.

Ma questo non è solo un romanzo sulla nascita di  una relazione sentimentale, questa è anche la storia di un poeta, di un uomo profondamente innamorato delle parole:

Se c’è una cosa che mi piace sono le ragazze che mi fanno le domande. È cosi pieno di gente che parla è così raro trovare gente che abbia voglia di ascoltare e di domandarti. Mi chiedo, alle volte, dove vanno a finire tutte le parole dette, dato che sono così poco ascoltate. Tanto parlare, poco ascoltare. Dove vanno a finire? Lo sapete voi? Probabilmente c’è una sorta di Purgatorio di parole, di pensieri, di fresi che sono state dette e che nessuno ha veramente sentito.

Ed è la storia di tante forme d’amore: quello per la poesia, “lirica, d’avanguardia, melodica, rock-pop” come la definisce l’amico Todor, creata per raccontarsi e per sentirsi libero; quello per l’amica pazza, Francesca, per le loro giornate trascorse insieme e per il comune amore incondizionato per la pizza e per la scrittura; quello per la mamma, considerata un ultracorpo che ha sostituito la sua vera madre, conclusione alla quale giunge perché la madre, a suo avviso, non dorme più, e per il padre, che sicuramente rappresenta la parte più tenera del libro; quello per le abitudini, comprare sempre la stessa marca di pizza surgelata nello stesso supermercato e pagare sempre alla stessa cassiera troppo magra ma bella, che potrebbe sembrare un atteggiamento patologico (su, siamo onesti!) ma in realtà dà certezza, fa sentire al sicuro; quello per l’ironia e l’autoironia, l’amore più importante, quello che rende questo romanzo divertentissimo e onesto. Non c’è niente di falsato, niente di addolcito, ritroverete voi stessi, vi ritroverete in quei limiti che vi rendono straordinari e buffi, a tratti anche goffi ma reali. Catalano scrive all’insegna della semplicità, della sincerità e sono proprio queste le caratteristiche che lo rendono così bravo.

È incredibile, penso, che le cose quando si fanno molto belle o molto brutte, aumentino di velocità. Le cose. Gli avvenimenti della vita, quando si fanno estremamente belli o estremamente brutti, è come accelerassero […] sono come le montagne russe quando scavallano il salitone e iniziano la discesa pazzesca prendendo velocità. 

Ecco, D’amore si muore ma io no, è una cosa bella, tanto, e prende velocità, lo divorerete e sarà subito Primavera!

Elisa

 

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. Beatrice ha detto:

    Corro subito in libreria ad acquistare il libro. Dopo la lettura di una recensione così entusiasmante e coinvolgente.

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    1. Paper leaves ha detto:

      Grazie Beatrice!

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  2. Valeria ha detto:

    Non vedo l’ora di leggerlo *.*

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