“Il pazzo, l’amante e il poeta non sono composti che di fantasia”- La Giornata Mondiale del Libro e i quattrocento anni dalla morte di Shakespeare

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Oggi è una giornata fondamentale per chi ama i libri. Il 23 aprile è la data ufficiale della Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’ Autore, un appuntamento imperdibile e degno di nota per le centinaia di iniziative promosse nelle maggiori città a livello mondiale, volte a diffondere la lettura e ad incoraggiare l’incontro con il patrimonio culturale ed intellettuale.

Ogni anno l’UNESCO proclama una capitale mondiale del libro: questa iniziativa prende il via nel 2001 con l’elezione di Madrid, coinvolge Torino nel 2006, e vede quest’anno protagonista Breslavia, in Polonia. La capitale è scelta attraverso un bando volto a premiare la migliore città organizzatrice di attività culturali legate alla promozione letteraria.

La festa, riconosciuta ufficialmente dall’UNESCO a partire dal 1996, si svolge in una giornata simbolica; il 23 aprile 1616 è la data della morte di tre importanti scrittori: Miguel De Cervantes (1547 – 1616), William Shakespeare (1564 – 1616) e Garcilaso Inca de la Vega (1539 – 1616). Nella stessa data si ricorda la nascita del francese Maurice Druon (1918-2009), del russo Vladimir Nabokov (1899-1977), del colombiano Manuel Mejía Vallejo (1923-1998) e del premio nobel islandese Halldór Laxness (1902-1998). Nello stesso giorno è morto il catalano Josep Pla (1897-1981).

Arrivare alla scelta di una data non fu semplice: tutto partì dall’idea di uno scrittore ed editore valenziano, Vincent Clavel Andrès, che nel 1926 riuscì, attraverso il decreto di re Alfonso XIII, a promuovere in Spagna la “Giornata del libro spagnolo” prevista il 7 ottobre, data simbolica in quanto presunta data della nascita di Cervantes. Dal 1931 in poi la festa fu spostata al 23 aprile, unendo la promozione della lettura e la commemorazione degli scrittori più importanti alla festa di San Giorgio Martire, il patrono non solo di Barcellona e della Catalogna ma anche di numerosissime città italiane. In occasione di questa festa ogni uomo regala ad una donna una rosa, in onore della leggenda del drago e delle rose.

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Se vi trovate a passeggiare per le Ramblas in questa bellissima giornata, scoprirete anche che la giornata del libro è per gli spagnoli una vera e propria festa degli innamorati dei libri: è usanza, infatti, ricevere una rosa dopo aver acquistato un libro.

Ogni lettore dovrebbe essere grato a Vincent Clavel Andrés perché trova nella giornata di oggi la possibilità di sentirsi rappresentato, la possibilità della condivisione, della messa in circolazione delle idee. Oggi è una giornata importante per ogni lettore perché possiamo scambiare le nostre idee, la nostra passione e perché come abbiamo già detto, benché la lettura sia un’attività solitaria può creare unione, dinamismo e conforto. Per ogni appassionato questa ricorrenza dovrebbe servire da monito per ricordarci che quello che ci piace fare, leggere, recitare, scrivere o semplicemente parlare di letteratura non è mai tempo investito male, anzi oggi più degli altri giorni sentiamoci vivi!

Se volete dare un’occhiata agli eventi organizzati oggi nelle principali città italiane, vi consigliamo di fare un salto qui: http://www.ioleggoperche.it/it/eventi/

E non è finita qui!

Oggi, 23 aprile 2016 ricorrono esattamente 400 anni dalla morte di Shakespeare, uno dei drammaturghi più moderni e rivoluzionari di tutti i tempi, protagonista indiscusso della tradizione letteraria inglese, personaggio misterioso e avvolto nella leggenda. Francis Meres ha scritto: “Come l’anima di Euforbio si pensava che fosse rediviva in Pitagora così la soave e arguta anima di Ovidio vive ancora nell’amabile Shakespeare e ne rendono testimonianza le sue opere teatrali e i suoi sonetti che girano manoscritti tra gli amici più intimi. Così come Plauto e Seneca vengono considerati tra i migliori fra i latini quando ci si riferisce ai geni della commedia e della tragedia, allo stesso modo tra gli inglesi Shakespeare è di gran lunga il migliore”. Come molti sanno non abbiamo notizie biografiche certe, condizione che ha fatto dubitare qualcuno della sua effettiva esistenza! Ma noi siamo dei grandi romantici e preferiamo pensare che l’autore dei grandi capolavori teatrali, approdati al grande schermo con attori e registi di fama internazionale, sia davvero l’uomo nato a Stratford – upon – Avon nel 1564, prima entrato nella compagnia dei Lord Chamberlain’ s Men (diventata “King’s man” alla morte della regina Elisabetta nel 1603), poi comproprietario del Globe Theatre e del Blackfriars.

Londra non poteva ignorare un evento del genere: la città inglese, in onore di questo evento, ha deciso di ribattezzare le fermate della metro con i nomi delle opere: iniziativa che farà impazzire tutti gli amanti delle letteratura e non solo!

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L’attività letteraria di Shakespeare fu vastissima: scrisse tragedie, commedie, drammi storici e opere poetiche conosciute in tutto il mondo. Le sue opere attraversano i tempi proprio perché del tempo non tengono conto: i vizi, le virtù, i difetti le relazioni, gli sbagli, le tribolazioni, le intuizioni sono in fondo quelle di tutti gli uomini e di tutte le donne di ogni epoca.

La sua prima opera fu l’ Enrico IV. L’opera che lo rivelerà al pubblico sarà il Riccardo III (1592-1594) dove mostra come la cattiveria combinata con un’intelligenza diabolica possa diventare un momento trionfante della personalità: i suoi personaggi salgono sulle tavole del palcoscenico lamentando quello che sentono dentro. La più grande abilità del nostro autore, evidente già dalla sua prima opera, è nell’uso delle parole al fine di ribaltare la realtà, e solo il genio riesce in questa operazione. Da ora in poi con le sue opere rappresenterà un mondo di grande cambiamento, di pura trasformazione.

Duelli, intrighi, amori appassionati, bugie, omicidi, fantasie, fantasmi, e molto altro ancora: il panorama del drammaturgo è vastissimo ed il teatro non è altro che esibizione della realtà. Uomini e donne, come ci insegna Shakespeare, non sono altro che attori, con le loro entrate ed uscite in scena:

Tutto il mondo è un palcoscenico, e gli uomini e le donne sono soltanto attori. Hanno le loro uscite come le loro entrate, e nella vita ognuno recita molte parti, ed i suoi atti sono sette età. Prima, l’infante che miagola e vomita in braccio alla nutrice. Lo scolaro poi, piagnucoloso, la sua brava cartella, la faccia rilucente nel mattino, che assai malvolentieri striscia verso la scuola a passo di lumaca. E poi l’innamorato, che ti sospira come una fornace, e in tasca una ballata tutta lacrime sopra le ciglia della sua adorata. Poi, un soldato, armato dei moccoli più strambi, un leopardo baffuto geloso dell’onore, lesto di mano, pronto a veder rosso, che va a cercar la bubbola della reputazione persino sulla bocca d’un obice. E poi il giudice, con un bel ventre tondo, farcito di capponi, occhio severo, barba ritagliata a regola d’arte, gonfio di sentenze e di luoghi comuni: e in questo modo recita la sua parte. L’età sesta ti muta l’uomo in magro pantalone in ciabatte, le lenti al naso, la borsa sul fianco, e quelle braghe usate da ragazzo, ben tenute ma ormai spaziose come il mondo per i suoi stinchi rattrappiti, e il suo vocione da maschiaccio che ridiventa un falsetto infantile, un suono fesso e fischiante. L’ultima scena infine, a chiuder questa storia strana, piena di eventi, è la seconda infanzia, il mero oblio, senza denti, senz’occhi o gusto, senza niente. (Come vi piace)

Egli esprime per la prima volta il concetto di soggettività contrapponendosi all’ordine medioevale costituito: l’individualità, anche quando inaccettabile, si esprime all’interno della comunità. Quello di Shakespeare è un teatro conturbante, sdogana ogni dettame precostituito, scuote la gerarchia (come dice nel Troilo e Cressida), è problematico perché mette in scena, sapientemente celati, tutti gli interrogativi che si pone il genio che osserva il mondo in cambiamento.

La fugacità dell’esistenza, l’amore, la morte, la brama di potere, la follia, la razza, il genere, non vengono mai trattati in modo convenzionale. Egli è il primo a costruire personaggi dalla psicologia complessa, nessun deus ex machina interviene a cambiare il cammino dei suoi personaggi. Questi si interrogano, falliscono, impazziscono a causa dei loro errori, e sono veri. Le figure femminili assumono potenza straordinaria: in una società in cui essere una donna era particolarmente complicato esse diventano artefici di scelte coraggiose, il più delle volte tengono loro le fila della storia, sono loro artefici dei cambiamenti e determinano l’andamento delle vicende. In ultimo il drammaturgo attinge dal mondo della tradizione popolare e medioevale che rappresenta le coscienze, le colpe, le angosce dei personaggi. Gli eroi, con Shakespeare, sono finalmente figure complesse.

I nostri consigli di oggi: un’ opera di Shakespeare e un libro, piccolo, piccolissimo a cui dedicare un paio d’ore in onore di questa bellissima ricorrenza!

Elisa: 

Il mercante di Venezia: per la straordinaria potenza dei personaggi. Il tema della diversità, dell’altro è trattato in modo magnifico; le donne di questo testo sono audaci e impavide. Spesso mi ha dato il coraggio che non trovavo in me, questo testo è un esempio da seguire ed è attualissimo.

La sovrana lettrice: lo consiglio perché Alan Bennett è un vero talento. È una storia breve, simpaticissima ma non per questo banale. Lo consiglio perché è un paradosso e quindi una bella e magica compagnia. E poi in questo modo potete continuare a celebrare i novant’anni di Elisabetta II!

Ioanna:

La tempesta: la storia di Prospero vi trascinerà in un turbinìo di emozioni senza fine. Ritenuta una delle opere più complesse di Shakespeare, soprattutto per la catena di significati in esso contenuti, è una delle più affascinanti e rappresentate nel teatro contemporaneo. Ingredienti: un duca spodestato, una fanciulla di nome Miranda che conosce improvvisamente l’amore, un selvaggio di nome Caliban ed uno spirito fuggente e frizzante come quello di Ariel. Aggiungete un tocco di magia, di drammaticità e di attualità ed ecco a voi un indimenticabile capolavoro. Consigliatissimo!

Smith & Wesson: un libro che ha un posticino speciale nel mio cuore (sarà per l’autografo di Baricco? Chissà!). L’agile scrittura teatrale vi farà correre tanto da farvi venire quasi il fiatone! Un gioiellino che riflette sulle sfide della vita ma soprattutto sulla sfida più difficile: quella con noi stessi e le nostre paure. Vale sempre la pena rischiare? Leggetelo e lo scoprirete!

Elisa & Ioanna

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  1. Will ha detto:

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