Recensione SASSI VIVI di Anna Rottensteiner

260-sassi-vivi

Keller

116 pagine

Finalmente torna la nostra rubrica dedicata all’editoria indipendente! Oggi vi parlo del primo romanzo di Anna Rottensteiner, Sassi vivi, un libricino d’esordio di 116 pagine pubblicato dalla Keller editore. Un libricino, sì, ma non ingannatevi: la storia della Rottensteiner racchiude la potenza di due vite intrecciate, racconta un amore inconsueto, vero e delicato che si dipana nel corso di anni fondamentali per la storia d’Italia. Sassi vivi, nella traduzione italiana di Carla Festi, nasce all’interno di un nuovo progetto, “Confini”, che propone titoli gravitanti attorno al tema della Prima Guerra Mondiale con le sue implacabili conseguenze sull’immediato dopoguerra e sulla contemporaneità.

I protagonisti sono Dora, una ragazza di Roma, e Franz, un giovane tedesco del Sudtirolo, figlio di contadini. Il romanzo è suddiviso in paragrafi brevissimi, trasmettendo al lettore l’impressione di trovarsi di fronte a piccoli racconti, che in realtà si rivelano frammenti offerti in modo alternato attraverso la tecnica del flash – back. I dialoghi sono rari e liberi, fluiscono senza l’ausilio di virgolette. La lettura richiede uno sforzo costante di ricostruzione da parte del lettore, a cui viene continuamente mozzato il respiro nel procedere avanti – indietro della storia. 

Questi piccoli ma significativi momenti di vita sono presentati attraverso due macro racconti: quello del presente di Dora e Franz, coppia di ventenni fidanzati che vivono in Finlandia (e fanno occasionalmente ritorno a Roma), e quello del passato con gli stessi protagonisti prima adolescenti, poi giovani adulti in un’epoca difficile che ripercorre le vicende storiche dell’Italia negli ultimi anni del fascismo fino alla morte di Mussolini.

Il nodo focale della scrittura è rappresentato dal punto di vista di Franz, che racconta la storia in prima persona. A precedere il primo paragrafo l’autrice inserisce una prefazione che suggerisce la dimensione poetica e commovente della sua scrittura:

Dentro resti sempre il bambino che sei quando vieni al mondo. Quel bambino che vuole uscire fuori, protendersi e slanciarsi nel mondo, raggomitolarvisi dentro, tenerlo stretto, assaporarlo, accarezzarlo, abbracciarlo. Eterno presentimento di felicità. Il bambino sta nascosto a lungo, si chiude in sé. Si contrae, si rannicchia in attesa che qualcuno lo faccia crescere. Quando incontriamo la persona che riconosce dentro di noi quel bambino, che ci riconosce nel nostro essere bambini, solo in quel momento diventiamo veramente noi stessi.

A metà strada tra “Il piccolo principe” e la storia di Pollicino, l’autrice racconta la storia d’amore tra i due giovani tenendo come saldo filo conduttore i sassi che Dora raccoglie nei boschi, gli stessi  con cui è abile a costruire sculture che sfidano le leggi dell’equilibrio. I sassi vivi che danno titolo al romanzo sono proprio questi: non si tratta di materia morta, ma di un elemento che, rimaneggiato nelle sue costruzioni, diventa indizio vitale per capire qualcosa in più sul passato della ragazza, tormentata da un segreto che ha tenuto a lungo nascosto a Franz. Nell’estate del 1948 i due si trasferiscono in Finlandia, lontano da quell’Italia appena uscita dalla guerra, lontano dai ricordi e dai dolori:

Eravamo giunti all’ultimo lembo continentale della Finlandia, Egentliga Finland. Terra frastagliata da innumerevoli piccoli laghi, tenuta assieme da sterminati boschi nei quali di rado avevano incontrato qualcuno. “Finlandia propria”. Sotto ai nostri piedi finiva la terraferma, ancora un passo e ci saremmo trovati nell’acqua. In quegli ultimi mesi avevamo evitato di volgere lo sguardo all’indietro per non vedere quello che ci eravamo lasciati alle spalle. Eravamo concentrati l’uno sull’altra e su un giorno alla volta.

Si incontrano nel 1939 da adolescenti. Dora si trasferisce da Roma nel Sudtirolo per un mesetto, per rivedere il padre, Armando, il bottegaio accolto dalla madre di Franz, presso cui il ragazzo inizia a lavorare. In quello stesso anno, a seguito dell’accordo tra Italia e Germania, fu introdotto in Alto Adige il sistema delle opzioni: ai cittadini fu imposto di scegliere se mantenere la cittadinanza italiana e accettare una condizione di minoranza linguistica oppure riconoscersi cittadini tedeschi e spostarsi nei territori del Terzo Reich.

Dora  è una ragazza intelligente, sveglia, curiosa, ma  suo padre è preoccupato per le simpatie nei confronti del Duce e delle organizzazioni giovanili rivolte alle ragazze, con lo scopo di educarle e di farle diventare delle perfette cittadine. Dora è affascinata dalla cinematografia hollywoodiana e dalle grandi dive dell’epoca: “tutto aveva una sua logica, quella di una ragazzina che stava cercando il suo posto nella vita e assorbiva tutto ciò che la circondava, per farlo entrare nel suo mondo” dirà Franz. Dora è affamata di novità, è spensierata, allegra, intraprendente, esattamente il contrario della Dora del presente, una ragazza dai toni pacati che sembra essere avvolta da un’ombra, da una calma che lascia intuire una dimensione di non rivelato. Franz è al contrario un ragazzo taciturno, paziente. Così diverso da lei per provenienza, abitudini e famiglia. Il loro incontro sarà breve: alla fine dell’estate Armando e Dora tornano a Roma, abbandonando Franz e sua madre.

Nel 1944 Franz verrà inviato a Salò come soldato: in quell’occasione le vite dei due torneranno ad incrociarsi in una maniera imprevedibile e drammatica. Sul filo dell’insensatezza della guerra, dei complotti, degli spionaggi, Dora e Franz riusciranno a trovarsi e a scoprirsi innamorati l’una dell’altro. Ma la storia lascia dietro di sé uno strascico insopportabile. Un peso che schiaccerà l’animo di Dora fino a diventare insostenibile.

Il romanzo della Rottensteiner si è rivelato una scoperta inaspettata. Ho amato il modo di introdurre il lettore nell’angolo di mondo, remoto, silenzioso, in cui vivono nel presente Franz e Dora. Ho adorato la piacevolezza della scrittura, essenziale e allo stesso tempo precisa, l’eccesso di sensorialità che pervade le pagine dedicate alla descrizione della vita in Finlandia. La delicatezza, il tocco leggero: è quella la sensazione che ho avuto imbattendomi in questo racconto. Ma la presenza della Storia, quella con la S maiuscola, quella portatrice insana di morte e dolore, si è rivelata un decisivo ed innegabile controcanto, sempre più cruda nelle sue manifestazioni, fino ad arrivare alla scena finale, l’espiazione di una colpa che, come in una tragedia greca, assume le forme della violenza e della pubblica vergogna. Le ultime immagini provocano un disagio fortissimo nel lettore, che ha avuto modo di affezionarsi ai personaggi e alle loro vicende difficili. Quando tutto sembra finito arriva il momento di ricominciare. Arriva, ancora più doloroso, il momento di confessare, di chiarire. A Franz, Dora dirà: 

La quiete della natura mi ha calmata, Franz. Ha zittito i colpi e i rimbombi dentro di me; il mare in burrasca ha rabbonito le mie tempeste; il vento ha placato le mie onde, era il mio compagno di lotta, gli ho gettato addosso i miei lamenti, le mie urla nel suo ruggito.

I sassi vivi sono le pesantezze del passato, le ferite che non si rimargineranno mai completamente. L’unico modo per continuare a vivere è credere nei sentimenti, avere fiducia nei legami. Il romanzo, in fondo, è anche questo, una storia di legami, non solo quello tra Dora e Franz, ma anche quello tra la ragazza ed il padre, tra il ragazzo e sua madre, figura tutt’altro che secondaria, risoluta, orgogliosa e saggia contadina che non si piega a facili compromessi politici. Anzi, sarà proprio lei a consegnarci, lapidarie, quelle parole – testamento che vibrano di verità: 

Quello che so è che le farfalle volano nell’aria senza preoccuparsi se sono italiane o tedesche. I fiori, le bacche e le erbe crescono nella terra, non importa di quale paese. La terra non è nostra e il sangue scorre nelle vene di tutti gli uomini. Le mucche nella stalla non fanno resistenza alla mano tedesca o italiana fintanto che le munge delicatamente.

La Rottensteiner regala al lettore un bellissimo e raffinato romanzo che fa riflettere e non si dimentica facilmente. 

Ioanna

rott

L’autriceAnna Rottensteiner è nata a Bolzano nel 1962, ha studiato letteratura tedesca e slava a Innsbruck e ha poi lavorato per librerie e case editrici. Dal 2003 dirige il centro di letteratura Literaturhaus am Inn. Sassi vivi è il suo primo romanzo. A febbraio 2016 è uscito il suo secondo libro Nur ein Wimpernschlag.

(Biografia ufficiale tratta dal libro)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...