Recensione GLI AMORI DIFFICILI di Italo Calvino

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Editore: Oscar Mondadori

Autore: Italo Calvino

Pagine: 233

Prezzo: € 14,00

Link al sito Mondadori

Ben ritrovati cari lettori, e buon mercoledì! Per la sezione Classici stavolta ho selezionato un classico  moderno, Gli amori difficili di Italo Calvino. Sono stata rapita dalle nuovissime edizioni Oscar Moderni Mondadori, con le loro copertine doppie, per cui non ho potuto fare a meno di accaparrarmi questo testo, che avevo nella wishlist da tanto tempo (vedi la nostra cactus book challenge!).

Solitamente non mi fermo sui libri di racconti ma mi son detta: beh, è Calvino, vuoi tirarti indietro? Ed in effetti di fronte alle opere di uno dei pilastri della letteratura italiana è sempre difficile resistere: questo testo ha confermato il mio amore ma soprattutto la mia ammirazione per il suo stile inconfondibile, caratterizzato dall’approfondimento fisico e psicologico dei personaggi, molto spesso una scrittura in slow motion, in cui le parole, il loro soffermarsi su movimenti impercettibili, dettagli minuscoli, movimenti leggeri, danno l’impressione di una scrittura al microscopio, che ingrandisce e chiarifica, ma allo stesso tempo dilata straordinariamente il corso degli eventi. Bene, non fatevi ingannare dal titolo: Gli amori difficili, raccontati in tredici brevi racconti, non sono storie romantiche ed appassionate, tutt’altro (ma era prevedibile, trattandosi di quel genio di Calvino!).

Sono storie di incontri mancati, reali o immaginari, sono dimostrazioni di estremi che non riescono a toccarsi ma, per qualche motivo, tendono sempre ad essere distanti, opachi, immateriali. Il testo si articola in due sezioni: la prima intitolata appunto Gli amori difficili, che si apre con L’Avventura di un soldato, il quale seduto in uno scompartimento di un treno accanto ad una matrona studia i movimenti di lei, azzardando contatti fisici microscopici, fatti di tensioni di muscoli, di nervi, di dita che si muovono nervosamente alla ricerca di un contatto erotico, o almeno, di una sua anticipazione. Sono tante le avventure narrate, come quella di un fotografo, che ci regala un’interessante discorso sulla natura della fotografia: protagonista è un certo Antonino Paraggi, che, prima disprezzando l’abitudine dei suoi coetanei a giocare con la macchina fotografica per conservare ricordi delle loro giornate di svago, diventa ossessionato dall’idea di una immagine che possa esaurire in sé tutte le fotografie possibili, impresa praticamente impossibile, in cui trascina Bice, la donna innamorata di lui ma che da lui si allontanerà proprio per la sua ossessione:

-Ma cos’è questa ossessione di Bice? Non puoi fotografare altro?- era la domanda che sentiva continuamente dagli amici, e anche da lei.

Non si tratta semplicemente di Bice, – rispondeva. – è una questione di metodo. Qualsiasi persona tu decida di fotografare, o qualsiasi cosa, devi continuare a fotografarla sempre, solo quella, a tutte le ore del giorno e della notte. La fotografia ha un senso solo se esaurisce tutte le immagini possibili.

E ancora, L’avventura di un viaggiatore, in cui si racconta il viaggio in treno di un uomo che trascorre la notte in uno scompartimento per recarsi a far visita alla sua fidanzata lontana, un’ attesa che diventa essa stessa amore puro, una preparazione che sembra già in partenza esaurire ciò che avverrà, un preludio che ha il sapore di una conclusione:

(…) lui era già nella tensione dei loro giorni insieme, nell’affannosa guerra delle ore, e capiva che non sarebbe riuscito a dirle nulla di quel che era stata per lui quella notte, che già sentiva svanire, come ogni perfetta notte d’amore, al dirompere crudele dei giorni.

Emblematica anche L’avventura di due sposi, in cui si narra la triste esperienza di due giovani che, pur vivendo sotto lo stesso tetto, non hanno tempo per amarsi, presi dai loro lavori e dai loro impegni (lei lavora di giorno, lui di notte, per questo non si incontrano mai, se non per darsi rispettivamente il buongiorno – la buonanotte). Anche qui l’ unione non si realizza, se non attraverso il calore dei loro corpi nel letto, ombra morbida ed accogliente, forse però insufficiente ad un totale appagamento, (per quanto romantica sia l’immagine):

Elide andava a letto, spegneva la luce. Dalla propria parte, coricata, strisciava un piede verso il posto di suo marito, per cercare il calore di lui, ma ogni volta s’accorgeva che dove dormiva lei era più caldo, segno che anche Arturo aveva dormito lì, e ne provava una grande tenerezza.

La prima parte si conclude con L’avventura di un automobilista, in cui il protagonista, dopo un litigio al telefono con la sua fidanzata, decide di prendere la macchina e di andare a chiarire di persona. Ma, anche in questo caso, i due non riusciranno a trovarsi:

M’accorgo che correndo verso Y ciò che più desidero non è trovare Y al termine della mia corsa: voglio che sia Y a correre verso di me, è questa la risposta di cui ho bisogno, cioè ho bisogno che lei sappia che io sto correndo verso di lei ma nello stesso tempo ho bisogno di sapere che lei sta correndo verso di me.

La seconda parte del libro è intitolata La vita difficile e comprende due racconti, di lunghezza maggiore rispetto ai precedenti: La formica argentina, storia di una famiglia appena trasferitasi in una casetta in campagna infestata dalle formiche, e La nuvola di smog, con un direttore di rivista che conduce una vita grigia tra lavoro e problemi amorosi. L’elemento che lega i due racconti è una cupa riflessione sul “mal di vivere”, sulle difficoltà della vita e sulle modalità con cui entrambi i protagonisti le affrontano (nel primo caso l’invasione di minuscoli insetti, quindi l’opposizione di una forza naturale, dall’altro il problema dello smog, causato dall’uomo e dalle attività industriali). Fortissimo il senso di soffocamento che emerge da queste storie, così come l’incapacità dei personaggi di risolvere i loro problemi da vincenti: domina l’inettitudine, che conclude un percorso narrativo disincantato e reale.

Ancora una volta Calvino stupisce, affascina, tiene il lettore incollato alla pagina ma non in maniera ossessiva, dandogli tempo di gustare tutti i particolari. Terminando la lettura di tutti i racconti la mia impressione maggiore è stata quella di non aver trovato delle risposte. Ogni storia apparentemente sembra dover condurre a qualcosa (e in qualche modo inganna il lettore), ad una morale, ma qui non ci sono risposte uniche, così come nella vita, ed il racconto, per sua natura, si rivela il più adatto a rappresentare una fetta di esistenza che esaurisce e non conclude allo stesso tempo. Insomma, perdetevi in queste storie scritte magistralmente e non illudetevi: lo scienziato Calvino vi regalerà ritratti di uomini e donne comuni, ma vi porterà anche ad interrogarvi sulla vostra vita, e a riflettere su come a volte, l’amore, paradossalmente riesca a rivelarsi nell’impalpabilità della mancanza, nella distanza, nel momento che precede ogni contatto.

La mia frase preferita, tratta da L’avventura di uno sciatore:

(…) gli pareva che là nell’informe pasticcio della vita fosse nascosta la linea segreta, l’armonia, solamente rintracciabile alla ragazza celeste-cielo, e questo fosse il miracolo di lei, di scegliere a ogni istante nel caos dei mille movimenti possibili quello e quello solo che era giusto e limpido e lieve e necessario, quel gesto e quello solo, tra mille gesti perduti, che contasse.

Ioanna

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandra ha detto:

    Apprezzo molto Calvino, ma questa raccolta devo ancora leggerla… Complimenti per il post chiaro e scorrevole, piacevolissimo da leggere. Sono contenta di aver scoperto il vostro Blog 😉

    Liked by 1 persona

    1. Paper leaves ha detto:

      Grazie mille!

      Mi piace

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