Recensione DEMONE DENTRO di Mattia Iacono

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Editore: Tunuè

Autore:Mattia Iacono

Pagine: 157

Prezzo: 16,90

link al sito Tunuè

Guardando la cover di Demone Dentro di Mattia Iacono voi mi direte: «Dai Elisa, un’altra storia con il mare? Ancora?!» E io vi risponderò: «Si, ancora, di nuovo, ma questa è una di quelle belle davvero!».

Questa volta ci occupiamo di un graphic novel (edito da Tunuè) e di un esordio, quello di Mattia Iacono, giovane illustratore, fumettista e colorista romano, diplomato alla scuola internazionale di Comics in illustrazione e colorazione.

Una storia di mare non è la definizione corretta però, il mare è solo il mezzo attraverso cui si compie un viaggio, centro nevralgico della storia dei due personaggi: Wantoo, un omone tutto ricci e barba e il ragazzo biondo, quello senza nome. Diametralmente opposti (non casualmente la loro diversità viene marcata prima di tutto visivamente, uno moro e riccio, l’altro biondo, uno fisicamente imponente, l’altro minuto), con vite speculari, si rivelano nel corso della storia più vicini di quanto non si possa presagire. Entrambi dovranno fare  i conti con il demone, il demone che ogni uomo porta dentro.

Oscuro è il cammino di chi porta un demone dentro. Combatti te stesso, uomo.

recensione-graphic-novel-demone-dentro.jpgSi ritroveranno a compiere un viaggio che li porterà a cambiare le loro vite.

Ma cos’è il demone dentro? Una metafora, la parte oscura e incontrollabile presente in ognuno di noi, quella che non vorremmo e che allo stesso tempo ci sovrasta e che si manifesta, in ognuno (o quasi) in un modo differente. L’elemento che accomuna i due personaggi è che il demone in loro si manifesta in esplosioni di rabbia e violenza.

Ma cosa genera il demone? Cosa lo rende incontrollabile? L’insoddisfazione, la paura.

Iacono affronta un tema complicato, meraviglioso ma difficilissimo da trattare con le parole, molto più legato ai pensieri personali. Una di quelle condizioni dell’anima dell’uomo che spesso sono inspiegabili persino per chi le prova. L’autore riesce a trattare tutto questo e lo fa con scelte controllate e precise: dal punto di vista visivo il graphic novel è bellissimo, curato nei particolari e segnatamente attento alla scelta dei colori: ogni livello della storia ha una selezione di colori differente, i ricordi, i flash back sono sempre perfettamente distinguibili dal tempo presente; le due vicende, raccontate nei momenti precedenti alla loro commistione, quando i due personaggi non ancora erano entrati in contatto, hanno ognuna la propria scala cromatica, persino alla voce narrante e la voce dei personaggi sono affidati colori differenti. Lo stile cartoonistico e molto pop non stona affatto con la storia che si lascia divorare.

Ciò che colpisce maggiormente è l’uso delle parole. David Foster Wallace in La scopa del sistema scrive:

Poi Lang disse:
 «Tu vai pazza per le parole, vero? – Guardò Lenore. – Vero che vai pazza per le parole?»
«Cioè? Che significa?»
«Significa che mi dài l’idea di una che va pazza per le parole. O forse pensi che siano loro a essere pazze.»
«In che senso?»
Lang guardò nel tavolino di vetro, poi si toccò distrattamente il labbro superiore, con un dito.
«Nel senso che le prendi terribilmente sul serio, – disse. – Tipo come se fossero un bisturi, o una motosega che rischia di tagliarti con la stessa facilità con cui taglia gli alberi»

Esattamente nello stesso modo Mattia Iacono usa le parole nel suo testo. Come bisturi. Non c’è niente di superficiale, nulla che potrebbe essere ridotto, sfoltito. Ogni singola parola sembra essere stata scelta con pazienza orefice. Molto è ciò che non viene detto. Molte tavole sono senza vignette. La storia non vi dirà nulla di più del necessario, nulla di più della storia. L’impressione è che i personaggi pensino molto: la scelta di lunghi silenzi riflette la loro condizione, ce li mostra tormentati, distratti dalla realtà dal pensiero di ciò che nello loro vite li preoccupa o non li convince più. Il lettore non si sente solo, non è lasciato in balia della storia, anzi, silenziosamente sa dove sta andando.

Il viaggio come metafora del cambiamento, di un momento di passaggio da una fase all’altra della vita, come prova per l’uomo che lo affronta è caro da sempre alla letteratura. Qui il movimento torna ad essere il simbolo del cambiamento. Il viaggio, che viene suggerito loro dalla lettura di un libro (quindi la trama è infittita dall’elemento metaletterario, necessario alla fusione tra un mondo molto legato alla realtà e un mondo legato all’avventura, quasi al mito – perché per alcuni aspetti questa sembra una storia di altri tempi) esprime la necessità di attraversare un percorso per giungere alla chiave del problema.demone-dentro-recensione-graphic-novel.jpg

Alcuni risvolti della storia sono abbastanza inaspettati, innegabilmente alcuni comportamenti dei protagonisti potrebbero spiazzare il lettore, ma ne vale la pena.

Demone dentro è un graphic novel vero, legato alla vita dell’uomo, legato a voi stessi soprattutto se con il demone dentro di voi avete già dovuto fare i conti.

Solitamente nelle mie recensioni cerco di farvi capire quanto mi è  piaciuto un libro, non ve lo dico esplicitamente, non voglio influenzare perché non amo esserlo, ma questa volta devo farlo: Demone dentro è bello, bello, bello!

Elisa

Un commento Aggiungi il tuo

  1. tararabundidee ha detto:

    Ho sentito parlare molto bene di questa graphic novel, devo procurarmela!

    Liked by 1 persona

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