Recensione FIGLIE SAGGE di Angela Carter

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Editore: Fazi Editore

Autore: Angela Carter

Pagine: 335

Prezzo: 18

Link al sito Fazi

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È il 23 aprile – data di nascita di Shakespeare – e le gemelle Dora e Nora, attrici e ballerine di seconda categoria, si apprestano a festeggiare i loro settantacinque anni. Suonano alla porta: su un cartoncino bianco arriva l’invito alla festa del padre, il celebre attore Melchior Hazard, che nello stesso giorno di anni ne compie cento, e che di riconoscerle non ne ha mai voluto sapere. C’è da decidere cosa indossare!

Questo è l’incipit di Figlie Sagge, ultimo romanzo di Angela Carter, scritto nel 1991, poco prima di morire, edito nuovamente quest’anno da Fazi Editore. La scrittrice ci racconta la storia di Dora e Nora Chance, gemelle, figlie mai riconosciute di Melchior Hazard, attore shakespeariano, noto per prediligere la carriera alla famiglia. La storia inizia nel giorno del settantacinquesimo compleanno delle gemelle che coincide con il centesimo compleanno del padre e con la data di nascita del bardo di Stratford-upon-Avon. In questo stesso giorno, Tristram Hazard, fratellastro delle Chance, che crede di essere loro nipote,  si precipita a casa loro annunciando che Tiffany, figlioccia delle due e sua compagna, è scomparsa. Inizia così un inevitabile  e straordinario racconto di un passato che ripercorre la vita delle gemelle, della loro stravagante “famiglia” e di ciò che accomuna tutti i personaggi: il teatro, o meglio la commedia.

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Albero genealogico della famiglia Hazard

Nel mezzo dell’arco dorato del proscenio c’erano, una di fianco all’altra, la maschera comica e la maschera tragica, una con gli angoli della bocca rivolti verso l’alto e l’altra verso il basso, i geni reggenti: come nella vita. La commedia è la vita, no?

Quello che ci viene descritto è un mondo  senza regole e paradossale, l’insieme di più vite spregiudicate. Dora (voce narrante) e Nora, due gocce d’acqua, così identiche da essere costantemente confuse, da potersi permettere di vivere contemporaneamente due vite e un’unica vita, tra identità scambiate, fidanzati dati e presi in prestito, spettacoli e complicità, vivono da sempre il dramma dell’illegittimità. Tutta la loro vita e qualunque loro scelta è tesa all’accettazione da parte del padre e più in generale al senso di appartenenza all’interno della famiglia. Orfane di madre vengono cresciute da Grandma Chance, vegetariana e nudista in una Londra carnevalesca di primo ‘900 che permette loro di coltivare il proprio sogno ricordandogli sempre “Sperate nel meglio e aspettatevi il peggio”, e dal padre legittimo Peregrine, illusionista e giramondo, fratello gemello del loro padre naturale. Grazie a lui riusciranno ad avere contatti con la famiglia Hazard, con lui si avvicineranno al mondo hollywoodiano, così che

Portavamo avanti la grande tradizione della famiglia Hazard: la volontaria sospensione dell’incredulità

Costante è la confusione tra la vita reale, il mondo, quello vero e il teatro, la messa in scena dell’esistenza. Allora la vita si fa piena di comportamenti paradossali: i tanti incesti sono solo una delle dimostrazioni della stravaganza delle scelte più o meno volontarie all’interno delle dinamiche famigliari, che sono il modo attraverso il quale la Carter si chiede cosa può essere considerato legittimo o meno, cosa è realmente consentito e cosa invece deve essere considerato immorale. Fondanti per la riuscita della sua indagine- completamente votata all’ironia e alla descrizione carnevalesca dell’esistenza- sono gli scambi parentali che comportano la distorsione delle aspettative del lettore, della realtà e della società. Quest’ultima viene indagata attraverso un divertentissimo attacco alla morale benpensante e attraverso le continue provocazioni contro i tabù sessuali. Certo, allucinante ma non per questo meno plausibile e vero è il mondo descritto in questo particolarissimo romanzo famigliare  intriso di letteratura dove su tutti emerge la figura di Shakespeare: non casualmente il libro è diviso in cinque capitoli come spesso sono cinque gli atti dei testi shakespeariani; sono poi esplicitamente citate le sue opere, prima su tutte Sogno di una notte di mezz’estate che dovrà essere messa in scena ad Hollywood e coinvolgerà la famiglia Hazard al completo, Dora e Nora comprese. Celebre è il verso di Lorenzo ne Il Mercante di Venezia: “L’uomo che non ha alcuna musica dentro di sé… è nato per il tradimento, per gli inganni, per le rapine”e così Dora dirà, più volte durante il suo racconto, come una sorta di ritornello, “Che gioia cantare e danzare!”. Ma anche la madre di Melchior, Estella “Stella Ballerina” Hazard prende il suo nomignolo da un’opera del bardo Molto rumore per nulla, lei insieme a suo marito Ranulph erano attori shakespeariani e avranno una morte che ricorda molto la vicenda dell’Otello. E dal genio del drammaturgo potremmo dire che Angela Carter si lascia influenzare anche nella scelta di inserire tantissime coppie di opposti e su di essi costruire interessanti giochi di parole: primo tra tutti il soprannome attribuito a Lady Atalanta, prima moglie di Melchior, odiata per una vita da Dora e Nora e poi costretta a vivere con loro in quanto i suoi figli Saskia e Imogen, le hanno rubato il patrimonio e spinta dalle scale facendola diventare paralitica, soprannominata quindi Wheelchair; ma soprattutto i due cognomi Hazard e Chance, caso e sorte, rappresentano l’accostamento di due parole dallo stesso significato ma che in quanto diversi manifestano sì la diversità tra loro e le gemelle, ma anche come questa sia solo superficiale, apparente. Una differenza in molti casi culturale, di classe: le Chance sono attricette, non attrici shakespeariane e quando si avvicinano a questo mondo culturalmente superiore lo possono fare solo a loro modo, e ne sono consapevoli. Ironicamente Dora parla della sua “ignoranza”

Guardate quella fila di libri, lassù. Date un’occhiata alle dediche: Luce della mia vita, Gioia del mattino, La mia ultima Chance […] gli diedi tutto ciò che una ragazza può dare: un po’ di piacere, qualche dolore, un carillon di risate e un fazzoletto pieno di lacrime. Lui invece, be’, è stato lui a darmi la possibilità di comporre una frase come la precedente. Non c’è niente da ridere. Questo è lirismo.

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Angela Carter From the Fay Godwin Archive at the British Library
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William Shakespeare

Tantissimi gli elementi grotteschi, il senso dell’umorismo è pungente e sopra le righe ma nella consapevolezza che

La forza del riso conosce limiti che, sebbene io di tanto in tanto chiami in causa, non intendo calpestare.

Angela Carter ci fornisce un catalogo di personaggi improbabili e una storia tanto intricata e divertente da rendere impossibile al lettore il distacco, anzi lo scetticismo iniziale, quando inizia la descrizione dei rapporti parentali, lascia sempre più il posto alla possibilità di credere nell’esistenza di questi rapporti che più si complicano e più diventano, paradossalmente, possibili.

Toccammo la cima e il fondo dei sentimenti. La felicità può essere una cosa molto fragile. Passammo dal ridicolo al sublime, poi ci si spezzò il cuore.

Ma non si persero d’animo mai le sorelle Chance, ed è probabilmente questo il messaggio migliore che ci restituisce la Carter: the show must go on!

Elisa

6 commenti Aggiungi il tuo

  1. Alessandra ha detto:

    Avevo già letto dello stile ironico, provocatorio ma anche intelligente e raffinato della Carter, dovrò decidermi ad approcciarla. Bella e invitante la recensione, fa proprio venire voglia di leggere il libro.

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    1. Paper leaves ha detto:

      È molto ironico ma in modo sottile, non dimentichiamo che Angela Carter è britannica! Grazie mille, sono contenta che ti sia piaciuta!
      Elisa

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  2. tararabundidee ha detto:

    Sembra veramente molto bello, le frasi che hai scelto del libro mi piacciono molto, ho letto tante recensioni positive ed infatti è in wishlist da un po’!

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    1. Paper leaves ha detto:

      Grazie! Se ti va, dopo che lo avrai letto, fammi sapere cosa ne pensi!
      Elisa

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  3. Cuore Zingaro ha detto:

    Possiedo questo libro e non vedo l’ora di inserirlo in tbr! Wow la recensione, complimenti esaustiva e accattivante 🙂

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    1. Paper leaves ha detto:

      Grazie grazie grazie!

      Mi piace

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