Recensione SUPERZELDA-LA VITA DISEGNATA DI ZELDA FITZGERALD di T. Lo Porto e D. Marotta

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Editore: Minimum Fax

Autore: Tiziana Lo Porto & Daniele Marotta

Pagine: 170

Prezzo: 15

Link sito Minimum Fax

Qualche giorno fa è stata la giornata internazionale della donna e a questo proposito vi riporto alcune parole attribuite a William Shakespeare:

Per tutte le violenze consumate su di Lei, per tutte le umiliazioni che ha subito, per il suo corpo che avete sfruttato, per la sua intelligenza che avete calpestato, per l’ignoranza in cui l’avete lasciata, per la libertà che le avete negato, per la bocca che le avete tappato, per le ali che le avete tagliato, per tutto questo: in piedi, Signori, davanti ad una Donna.

 Oggi vi voglio raccontare un fumetto che ripercorre la biografia di una donna, una strana e stravagante donna: Zelda Fitzgerald. Superzelda. La vita disegnata di Zelda Fitzgerald, di Tiziana Lo Porto e Daniele Marotta ripercorre la vicenda pubblica e privata di Zelda Sayre, pittrice, ballerina, scrittrice, colei che incarnò perfettamente la figura della maschietta (quel tipo di donna che in quegli anni aveva, contravvenendo alle logiche del tempo, atteggiamenti disinvolti, dal temperamento spregiudicato e indipendente) e moglie di Francis Scott Fitzgerald.

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A lei bisognerebbe proprio inchinarsi. Zelda, a mio avviso, era una donna che “sentiva” tanto, forse troppo, amava completamente, era determinata, caparbia, spavalda, ma soprattutto incompresa. Talmente tanto estranea al mondo nel quale viveva e così offuscata dall’ombra gigante di suo marito (dalla quale cominciò a scappare come fa un topo da un gatto che lo insegue) da perdere completamente il controllo della sua esistenza, che si tradusse in una serie di tentativi di suicidio, in una lunga trafila di disturbi psichici fino alla diagnosi di schizofrenia.

Icona dei ruggenti Anni Venti, con i suoi atteggiamenti è stata più di una volta considerata una proto-femminista, tra i primi e più marcati esempi di Flapper. Proprio lei ha rappresentato la cura e la malattia di suo marito: quasi tutti i personaggi femminili di Francis Scott Fitzgerald sono esemplificati sulla figura di sua moglie, quasi tutti i rapporti di coppia e le loro implicazioni sentimentali sono basati sulla loro relazione, i mali che la affaticavano e le passioni che, nonostante tutte le problematiche, contribuivano a tenerla in vita. Il loro rapporto era quasi morboso, ossessivo, tanto che:

Voglio sposare Scott perché i mariti spesso sono troppo mariti e io ho bisogno di sposare un amante.

Queste parole le fanno pronunciare gli autori in Superzelda dove, oltre a essere ripercorsa tutta la vita di questa donna – dall’infanzia all’adolescenza, dall’incontro con Fitzgerald alla malattia – vengono raccontati quegli anni stravaganti e disturbanti, la temperie culturale nella quale si muovevano i coniugi, le rivalità e le sfide che ogni giorno Zelda si trovava ad affrontare per emergere. Molto interessante è la scelta di inserire delle voci narranti, come se assistessimo a delle testimonianze di chi l’aveva conosciuta, che appartengono a chi la  frequentava: Gerald e Sara Murphy, Lawton Campbell, Edmund Wilson, John Dos Passos. Al bianco e nero viene aggiunto un terzo colore: l’azzurro che “invecchia” i disegni, i quali sembrano appartenere proprio a quell’epoca.

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La sua storia, quella autobiografica, è raccolta nel suo unico romanzo, Lasciami l’ultimo valzer, terminato di scrivere durante l’ultima parte della sua vita, quella trascorsa nelle cliniche, sempre più lontana dalla realtà, da suo marito, da sua figlia. Il romanzo aveva rappresentato l’ennesimo argomento di lite con Francis, li aveva resi rivali, non solo nella notorietà ma anche nella scrittura. Di questo e di tanti altri aspetti della vita ma anche della sensibilità e delle emozioni di Zelda è in grado di parlarvi questo fumetto, che ci restituisce una figura viva ed una realtà scoppiettante.

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Superzelda è un piccolo, particolarissimo libro che tutti gli appassionati degli Anni Venti e delle vicende dei Fitzgerald dovrebbero possedere, e se voi non foste ancora a conoscenza dell’esistenza di Zelda proprio da questo fumetto dovreste partire: scorrevole, piacevole, romanzato in maniera leale, senza modifiche sostanziali alla vicenda reale, bellissimo da vedere, insomma una piccola pietra preziosa da rigirarsi tra le mani, che gratificherà i vostri occhi e la vostra sete di conoscenza!

Elisa

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