La voce del Vento: pensieri su GRANDE NUDO di Gianni Tetti

il

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Editore: NEO. Edizioni

Autore: Gianni Tetti

Pagine: 688

Prezzo: 17

Link al sito NEO. Edizioni

Enorme. Visionario. Potente. Così è Grande nudo di Gianni Tetti.

Quando iniziate a leggere Grande nudo vi trovate davanti a tante storie separate, tanto che in un primo momento potrebbe sembrare una raccolta di racconti. Tantissimi personaggi, tante vicende che hanno in comune solo il territorio e l’atmosfera. Ma poi succede qualcosa: tutte le storie si iniziano ad incastrare, vengono incasellati tutti gli elementi, ogni pezzo del puzzle prende il suo posto e ciò che vedrete sarà un quadro grande e ricco. O forse l’effetto è un altro: sembra di essere davanti ad un quadro di Pollock, tutti gli elementi sembrano aggrovigliati e slegati allo stesso tempo. Un’esplosione di colore. Tuttavia, lo sguardo attento vi farà vedere che non siete davanti ad una produzione di action painting, ma semplicemente davanti ad una tela in cui gli elementi del disegno sono talmente tanti da apparire come una gigantesca macchia di colore che invece nasconde tantissime figure. Le metterete a fuoco singolarmente e poi saprete riconoscere il quadro nella sua totalità.

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Gianni Tetti

George Orwell in 1984 scriveva: « La guerra è pace, la libertà è schiavitù, l’ignoranza è forza». Così sembra essere al principio dell’opera di Tetti. Il romanzo è una distopia: siamo in un’ isola-mondo, la Sardegna, in cui il destino dell’uomo sembra ormai compiersi. La terra trema, le carestie, la guerra, l’esercito e gli attentati, l’uomo con i suoi desideri di vendetta e sopravvivenza. L’unica speranza è rappresentata dal Vento che canta, canta un nome, Maria. Lei è in grado di guidare la ribellione degli ultimi e la nascita di una nuova società fatta di personaggi che si nascondono, i cani e i bambini. Compie quest’operazione tra le braccia e tramite la voce del majarzu, lo stregone, il pescatore dagli occhi verdi.

Se la distopia è il contrario dell’utopia, in senso scientifico il temine indica il distacco di un organo, la dislocazione di un tessuto dalla sua normale sede. Maria è una donna che ha dovuto subire moltissime violenze: mutilata, marchiata. Il suo aspetto ricorda più quello di un animale che quello di una donna. Lei è l’anello di congiunzione tra l’uomo e la bestia. Allora il vero interrogativo che mi sono posta mentre leggevo è stato: chi è più ferale, l’uomo o il cane? Cosa distingue noi dagli animali? Noi siamo animali, animali della peggiore specie (in questo aspetto mi ha ricordato molto Anima di Wajidi Mouawad: mi sono posta domande simili, e le risposte sembrano combaciare, anche se in modi diversi). L’essere umano viene descritto nella sua banalità ancestrale, inserito in una società che ricorda quella contemporanea e allo stesso tempo la estremizza (appunto il senso della distopia): il razzismo, l’individualismo sfrenato, il degrado dei rapporti sociali, l’indifferenza per quanto accade ai propri simili, la diversità che si concretizza in un’opposizione tra noi e loro, tra la città e la campagna, tra gli uomini e gli  infetti. Di questo si parla in una delle prime immagini della storia: un autobus e una conversazione su queste tematiche, poi un incidente, un cane che sbrana il suo padrone e un palloncino rosso che vola. L’immagine futura dell’uomo ce lo mostra egoista, cinico, pieno di ossessioni, di sporche manie e violento.

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Questa è una storia costellata di violenza, disturbante, molesta. Vorresti chiudere il libro, vorresti ammettere che non puoi accettare tanta cattiveria, ad ogni pagina che aggiungi pensi “non può essere peggio di così”: e invece sì. Può essere molto peggio di quello che hai appena letto, può essere peggio di qualunque cosa tu possa immaginare. Leggi episodi e credi che sia impossibile che di lì a poco si verificheranno le azioni che vengono pronosticate: e invece si avverano. Ma non puoi smettere di leggere. Anche se vorresti. Anche quando pensi che sia troppo. Sei ipnotizzato. Gianni Tetti scrive una storia che ha il potere di stravolgere la giornata di un lettore, di abbrutirlo perché lo porta a pensare, a riflettere e a interrogarsi; riesce a fare tutto questo perché è un autore sincero, la sua storia è onesta tanto che tutte le voci narranti vengono ben caratterizzate, tutti i personaggi sono riconoscibili, la lealtà è la caratteristica migliore dell’intera storia. Il linguaggio è  piano, aderente alla vicenda e alle sue tonalità. Spesso utilizza il sardo che si lega ad una serie di tradizioni e riti che sono propri di quella terra, di quell’isola che è un mondo altro, una realtà infetta. Mi sembra di rintracciare tanti elementi della religione, casi simili a quelli della cristianità (come i fratelli che espressamente ricordano Caino e Abele), personaggi che sembrano moderni martiri – a partire da Maria, che è il simbolo della più tenace resilienza – l’Apocalisse è sopraggiunta, il mare la strada per la terra promessa, i bambini somigliano ai primogeniti salvati dal sangue dell’agnello ai tempi di Mosè e Aaronne. Tutto questo è mescolato ad elementi cinematografici: quel famoso palloncino rosso dell’inizio tornerà, sarà l’elemento che terrà sempre desta la vostra attenzione (Spielberg insegna!).

In questa storia in cui la violenza diventa materia poetica ed è uno degli elementi pieni di significati, in questo grande romanzo corale in cui tanti personaggi e tante voci sanno essere ricongiunte e portate a parlare una sola lingua, in questo mondo a tratti postumano, Tetti sa spaventarci ma allo stesso tempo commuoverci. Nuda è la natura esposta dell’uomo, dei diversi tipi umani che qui vengono descritti. Nudo è il mondo primordiale, nuda è Maria. Nudi siamo noi davanti ad una storia che ci porta a chiederci quanto somigliamo almeno ad uno di questi caratteri.

Probabilmente la cosa che mi ha colpita di più è che nonostante tutta la cattiveria, la brutalità, l’analisi e l’autoanalisi che ti spinge a compiere questo libro, io ho anche riso e visto tanto amore, per la vita e per la scrittura. Quanto sono belli i paradossi!

Elisa

P.S. Gianni Tetti con Grande nudo è arrivato tra i ventisette nomi del Premio Strega, il suo libro è pubblicato dalla NEO. Edizioni, casa editrice indipendente abruzzese e noi siamo molto orgogliose!

2 commenti Aggiungi il tuo

  1. Giulia ha detto:

    Da come lo descrivi, mi sembra un libro piuttosto interessante e profondo che va oltre le apparenze. Ha delle tematiche forti e toccanti. Non appena mi sarà possibile lo leggerò 🙂

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    1. Paper leaves ha detto:

      Ciao Giulia! Si, lo è ed è anche molto forte nelle immagini quindi ti consiglio di preparare stomaco e cuore!
      A presto!

      Mi piace

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