#PETALIDILETTURA: le letture del mese di maggio

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Complice (e colpevole!) il Salone del Libro di Torino, questo mese abbiamo fatto una bella scorpacciata letteraria! Buona lettura, fateci sapere cosa avete letto voi questo mese!

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Riparare i viventi, Maylis de Kerangal (Feltrinelli): intenso e irreversibile, come la condizione in cui si trova il protagonista, Simon Limbres: nel limbo è la sua vita, immediatamente prossima al termine. Se c’è una cosa che insegna questa storia è che ogni fine, anche la più terribile e tragica, non è altro che un nuovo inizio; che siamo tutti legati, le vite degli sconosciuti sono anche le nostre; che dal dolore nascono cose potentissime; che c’è speranza, sempre.

Candore, Mauro Desiati (Einaudi): è la storia di Martino Bux e della sua ossessione per la pornografia. Incredibilmente refrattario ad entrare a far parte del mondo adulto, vi si avvicina solo tramite quel mondo proibito. Il viaggio attraverso la pornografia è candido, Martino sempre fuoriposto, e la sua avventura è la narrazione di un fallimento esistenziale o forse delle difficoltà che si incontrano quando cerchiamo di farci accettare.

Treno di notte per Lisbona, Pascal Mercier (Mondadori): una donna che sembra volersi buttare da un ponte, il libro di uno scrittore lusitano trovato in un negozio di antiquariato. Questi gli elementi da cui parte il viaggio in treno e la rivoluzione della vita di Raimund Gregorius, insegnante e uomo dalla vita altrimenti prevedibilissima. La cattiveria della Storia, gli affetti vissuti nei modi più profondi, la descrizione di un modo poco rassicurante, gli interrogativi di uomini in crisi. Mercier scrive una storia di vite indimenticabili.

Il posto, Annie Ernaux, (L’Orma): romanzo autobiografico in cui l’autrice ci narra della sua estrazione sociale e dell’impossibilità di comunicare, una volta essere diventata scrittrice, con suo padre, contadino, operaio e poi proprietario di un bar-drogheria. La vicenda di Annie, benché personale, riesce a diventare universale: tutti siamo alla ricerca del nostro posto, prima di tutto nella nostra vita, ma poi, più dolorosamente, nelle esistenze che amiamo.

Se una notte d’inverno un narratore, Gianluigi Pucciarelli e Redhouse Lab (Becco Giallo): viaggio a disegni tra le opere di Calvino. Ogni romanzo riscritto con uno stile preciso e differenziato dagli altri, una selezione dei testi indimenticabili dell’autore. Questa graphic novel è bellissima, ve ne innamorerete!

Wislawa Szymborska. Si dà il caso che io sia qui, Alice Milani (Becco Giallo): acquerelli, collage e balloon per raccontarci la vita della poetessa Szymborska. Atmosfere davvero suggestive quelle create da Alice Milani che ci porta nella Polonia degli anni ’40, percorrendo non solo le tappe fondamentali della vita dell’artista ma anche la storia e la politica di quel paese, fino ad arrivare al 1996 quando Wislawa vinse il Nobel per la letteratura.

Vivere stanca, Jean-Claude Izzo (E/O edizioni): racconti bravissimi e folgoranti accompagnati dalle illustrazioni di Joelle Jolivet. L’immaginario di Izzo è sempre presente: Marsiglia, il mare e i marinai, la violenza, il razzismo, l’incapacità dell’uomo di vivere. Tutti i personaggi sono tragici eroi della quotidianità.

Il collezionista di conchiglie, Anthony Doerr (Rizzoli): otto racconti in cui sempre presente è la natura che diviene specchio della vita dell’uomo e dei luoghi che abita. Temi importanti trattati con estrema delicatezza. Gli interrogativi che ci vengono posti sono universali: amore, perdita, lutto, dolore, condizione sociale, tutto ciò compone questa raccolta.

Per te morirei, Francis Scott Fitzgerald (Rizzoli): una raccolta di racconti perduti di uno degli autori americani più discussi di sempre. Un percorso tra gli anni ’20 e ’30 ricco di biografia e di cambiamenti di stile. Il testo è curato nei minimi particolari da Anne Margaret Daniel, una delle maggiori conoscitrici di Fitzgerald.

La mia vita è un paese straniero, Brian Turner (NN editore): appunti, pensieri, memorie di chi ha vissuto la guerra. Americano ante litteram, Turner ci mostra conflitti senza eroi ma pieni di uomini comuni che combatto per sopravvivere per tornare a casa, non più loro stessi, incapaci di guarire ma vivi.

Sono tutte storie d’amore, Dulce Maria Cardoso (Voland): racconti commoventi e disturbanti, tutti caratterizzati dalla presenza di un risvolto inaspettato, tutti hanno quel colpo di scena incredibile che li rende così veri e preziosi. Un’indagine dell’amore in tutte le sue forme, quelle più oneste e imperfette. Non c’è niente di rassicurante nelle storie della Cardoso ed è forse proprio per questo che sono così belle.

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La passione secondo Matteo di Paolo Zardi (NEO): un libro di quelli da divorare letteralmente e poi da gustare con calma, rileggendolo dall’inizio. Questa è la storia di Matteo, padre di famiglia che un giorno, all’improvviso riceve una chiamata da un uomo che riemerge prepotentemente dal passato: suo padre. Questa è la storia di un fratello e di una sorella, figli dello stesso uomo e di donne diverse, opposti per carattere ma uniti da un legame viscerale. La famiglia, l’amore, la decadenza della vecchiaia, lo squallore e l’incomprensibilità della vita. Il tutto incanalato verso un gesto unico, irreversibile, accompagnato dalle note della Matthäuspassion di Bach.

Memoria di ragazza di Annie Ernaux (L’Orma): un gioiello raro, un romanzo da tenere come promemoria sul comodino. L’estate del 1958 della protagonista, raccontata con un gusto raffinato e certosino. L’autrice scava nella memoria e regala al lettore la sua ferita, il punto in cui per lei la vita è cambiata, l’atto che l’ha consegnata all’età adulta, definitivamente. Un libro di una maestria spaventosa, che parla al cuore del lettore e lo costringe a riflettere sul suo passato.

Adesso di Chiara Gamberale (Feltrinelli): come l’amore nasce, come l’amore finisce, come l’amore ti cambia la vita. Al centro di tutto troviamo la storia di Lidia e Pietro, due caratteri apparentemente incompatibili che inevitabilmente rimangono intrappolati nel sentimento più difficile di tutti. L’innamoramento, raccontato con spigliatezza e piacevolezza, con punte di delusione ed incertezze inevitabili. Unico presupposto: il vivere “adesso”.

Ho dormito con te tutta la notte di Cristiana Alicata (Hacca): uno di quei libri da leggere prima di addormentarti, una rara scrittura fatta di dolcezza ed incisività. La storia di una donna e della sua identità, lo sfaldamento di una famiglia, la brutalità e la delicatezza della memoria, la difficoltà dell’amore, le paure che incombono come fantasmi. Un ritrovarsi come meta di un immenso vagare nel passato, per scovare radici nascoste.

Primo Levi di Matteo Mastragostino e Alessandro Ranghiasci (BeccoGiallo): una graphic novel che permette di ricostruire uno dei personaggi simbolo del Novecento in modo evocativo e commovente. Un ritratto restituito in bianco e nero al lettore, un’opera per intenditori ma anche per chi vorrebbe conoscere meglio l’uomo che affrontò l’orrore di Auschwitz e che, come molti, ne rimase segnato per sempre.

Chi ti credi di essere? di Alice Munro (Einaudi): la raccolta di racconti che esplora l’infanzia, l’adolescenza e la maturità di Rose, protagonista indiscussa, nata in un paesino in cui si sente oppressa, criticata per la sua diversità da sempre. La costruzione di un’identità che attraversa quasi quarant’anni di vita, imperniata su una scrittura impeccabile ed implacabile. D’altronde parliamo di un Premio Nobel per la Letteratura, non aggiungo altro!

Charles di Alessandro Tota (Fandango): una graphic novel che ho trovato divertente, fresca, ironica, bella da leggere e da guardare! Immaginate di trovare Charles Baudlaire in un giardinetto qualunque. A Bari. Immaginatelo mentre beve, fuma e chiacchiera con quattro teppistelli poco raccomandabili di città. Immaginatelo indossare anfibi e una giacca piena di spillette, mentre vaga per un libreria scoprendo che il suoi “Fiori del male” sono venduti ad un prezzo troppo basso per i suoi gusti. Spassosissimo!

Addio alle armi di Ernest Hemingway (Mondadori): un pilastro, un classico tra i classici, un libro che non si può non aver letto. La storia dell’ufficiale americano Frederich Henry che combatte, durante la Prima Guerra Mondiale, nell’esercito italiano. Sfondo storico: la tragica avventura di Caporetto. La guerra, l’orrore, la miseria. Su tutto, l’amore per una donna. Più forte della disperazione e del vuoto, fino alla fine.

Elisa e Ioanna

3 commenti Aggiungi il tuo

  1. abbiamo letture in comune…. quindi navigo volentieri nelle tue acque…. 😉

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    1. Paper leaves ha detto:

      Che bello! Quali sono? 😀

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  2. Primo Levi, Hemingway, Munro. Cristina Alicata l’ho letta nell’ambito di Modus legendi. Memoria di ragazza l’ho recensita pochi giorni fa. La passione secondo Matteo lo sto leggendo ora. Il posto letto lo scorso anno sempre con modus legendi …..

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