Quando torna il “Dolore”: Zeruya Shalev racconta l’amore e l’abbandono

dolore

Editore: Feltrinelli

Autore: Zeruya Shalev

Pagine: 286

Prezzo: in promozione Feltrinelli a € 9,90 in combinazione con altri titoli della collana Universale Economica

Link al sito Feltrinelli

“C’è dunque una vita che va avanti un passo dopo l’altro, un mese dopo l’altro, che arriva in cima e si ferma lì, e quando arriva la ritirata ormai è attesa e naturale, ma c’è anche una vita che si ritira sin dall’inizio, perché l’apice era prima, proprio come la sua, ora lo capisce e in fondo l’ha sempre saputo, e dunque a quanto pare c’è solo un labile legame fra la ragazza che lei è stata e la donna che è adesso, un legame così labile che non permette una vita completa, perché manca la vertebra centrale”.

Ci sono dei libri che, più di altri, restano scolpiti nel cuore. Sono quei libri che si fanno ricordare, che diventano parte di te, come se avessi vissuto la loro storia, magari in un’altra vita. “Dolore” di Zeruya Shalev, è uno di quelli.

Intenso, lacerante, emotivamente fortissimo, questo romanzo trae la sua linfa vitale dal personaggio principale, Iris, una donna di quarantacinque anni, che, dopo tanto tempo, ritrova il suo primo amore. E questo incontro sarà per lei un nuovo punto di partenza, anche se in modo inaspettato.

Iris è una donna che vive le proprie emozioni a trecentosessanta gradi, e proprio per questo è consapevole che nella sua vita è sempre mancato qualcosa. Moglie, madre di due figli, preside di un istituto scolastico: i traguardi raggiunti nella sua esistenza sono degni di rispetto e di ammirazione. Ma cosa si nasconde dietro questa realtà apparentemente perfetta dall’esterno? Cosa si insinua nel passato di Iris, un passato così forte da travolgerla nel presente dopo così tanti anni?

C’è una poesia, stupenda, di Vincenzo Cardarelli, “Amicizia”. Penso sempre ai versi conclusivi quando si parla di quel tipo di amore che nasce nel momento sbagliato, ma che lega due persone per sempre: “Qualcosa ci è sempre rimasto, / amaro vanto, /di non ceduto ai nostri abbandoni,/ qualcosa ci è sempre mancato”. 

La mancanza, il vuoto, l’incompletezza, il senso di abbandono: tutto parte da questo sentimento di profonda e amara inquietudine, che prima distrugge, poi diventa fastidiosamente parte della tua esistenza. Non ti abbandonerà, rimarrà sopito fin quando un giorno arriverà la resa dei conti. E quel giorno, in modo imprevedibile, per Iris arriva. Eccome se arriva.

scr shalev
Zeruya Shalev, scrittrice nata nel 1959 nel Kibbutz Kinneret. Attualmente vive a Gerusalemme ed è una delle autrici israeliane più lette nel mondo.

Nel passato della protagonista si insinuano due eventi tragici, che, per volere del destino, si incroceranno nel presente, e la metteranno di fronte ad una scelta.

Il primo è l’abbandono di Eitan, il suo primo amore. Un amore puro, vero, commovente, che ad un certo punto finisce, per volere del ragazzo. La decisione nasce dal desiderio di dimenticare una parte dolorosa della sua vita, legata alla malattia e alla morte della madre, eventi a cui Iris è stata presente, rimanendogli sempre vicina. Una decisione azzardata, di quelle che fai da adolescente, di cui ti penti solo da adulto. Quando ormai è troppo tardi, quando ti accorgi che la vita è andata avanti per entrambi. Iris non è in grado di reagire a questo distacco e si chiude in se stessa, rifiutando di mangiare, rifiutando di fare qualsiasi cosa, rifiutando in sostanza, di vivere la sua vita. La vita senza Eitan, che senso poteva avere?

“Lui è la vita e lei la morte, lui è la morte e lei la vita, chi è che li ha condannati a un’eterna separazione? Perché di fatto la vita e la morte sono intrecciate, le tornano in mente le settimane in cui era stata a letto, da ragazza, con gli occhi ormai asciutti, senza fame e senza sete, immobile nella sua stanzetta buia. Dietro le imposte gli spiragli di luce si avvicendavano ma per lei era tutto lo stesso , perché dato che non avrebbe più visto Eitan non voleva più vedere niente, dato che non avrebbe più parlato con Eitan non aveva più voglia di dire niente, dato che non avrebbe più sentito la voce di Eitan non aveva più voglia di sentire niente.”

Eppure l’esistenza non si ferma per nessuno, neanche a causa del dolore. Un dolore che rimarrà per sempre, ma che non le impedirà, a poco a poco, di costruirsi un’esistenza rispettabile e ordinaria. Fino al giorno in cui conoscerà un nuovo dolore, quello fisico, rimanendo coinvolta, da adulta, in un attacco terroristico, durante una mattinata come tante altre. L’esplosione ha un effetto devastante sul suo corpo: da quel momento in poi Iris viene sottoposta ad una serie interminabile di operazioni chirurgiche, che la trasformano e la espongono, di nuovo, ad un dolore immenso.

La storia inizia proprio dieci anni dopo il tragico incidente. Iris è una donna affermata, una preside autoritaria con mille responsabilità, mille impegni, un marito che le è sempre stato accanto, nei confronti del quale, però non nutre un trasporto appassionato. C’è da dire anche che lei sospetta da sempre un suo tradimento, ma la figura di Michi rimane nebbiosa, inconsistente dal punto di vista emotivo, soprattutto se messa a confronto con quella di Eitan. È una donna che controlla con severità la disciplina dei suoi alunni, che, tuttavia, non riesce a disciplinare, o meglio, a capire del tutto i suoi figli, soprattutto la maggiore, Alma, trasferitasi a Tel Aviv, che le causa non poche preoccupazioni per via di un uomo che l’ha plagiata e trasformata. E forse non riesce neanche a disciplinare i suoi sentimenti quando un giorno, spinta dai dolori lancinanti del suo corpo, postumi degli interventi passati, incontra in ospedale Eitan, che nel frattempo è diventato un dottore affermato e, guarda un po’ il destino, è primario nel reparto di Terapia del Dolore. A quel punto riconoscersi è inevitabile, ritrovarsi è un dovere.

“Ma lo capisci o no, che razza di amore è? È l’amore più profondo che c’è, un legame morto e improvvisamente risorto. Immaginati di ritrovare uno che eri sicura che fosse morto, per il quale hai portato il lutto per anni, lo capisci che miracolo è?”

L’amore torna inevitabilmente a esplodere in tutta la sua sensuale aggressività, in tutta la sua genuina felicità. Iris ed Eitan tornano ad essere i diciassettenni di tanti anni prima, nei sentimenti e nelle intenzioni. Eppure la vita di Iris non concede neanche stavolta la tranquillità sperata: bisogna fare i conti con ciò che ha costruito dopo tanti anni. Deve capire cosa sta succedendo a sua figlia, deve aiutarla ad uscire da un situazione pericolosa con tutto l’amore che solo una madre può dare. E dovrà mettere in gioco tutta la forza di cui sarà capace, perché Eitan, in fondo, non è che una parte del tutto….

“Che difficile era stata quella separazione, anche se aveva portato a un incontro, che difficili sono le separazioni che la natura ci impone, che segnano per noi il tempo della gravidanza, della crescita dei figli, della loro vita autonoma, a volte financo dell’amore”.

Leggere Zeruya Shalev, scrittrice di successo in Israele, è indispensabile. La sua scrittura sciolta, sensuale, impavida, mai banale, attira il lettore come il canto di una sirena, ammalia con la sua bravura nel riuscire ad indagare con esattezza l’animo femminile, lasciandolo libero di agire, di prendere delle decisioni, animato dalla forza del presente e segnato dai dolori del passato. Iris è un personaggio meraviglioso, a mio parere, è il simbolo di una donna forte che di fronte ai sentimenti sa riconoscere le sue mancanze, ma ha anche imparato a reagire. È una donna ricca dentro, che davanti ad una delle decisioni più importanti della sua vita raggiunge una saggezza inqualificabile. È una donna che ama, che crede nella forza dell’amore in tutte le sue forme, uno di quei personaggi letterari che non si dimenticano facilmente.

Se volete leggere un romanzo intenso, scritto magistralmente, vero e commovente, non dovete far altro che avvicinarvi a “Dolore”. Non vi abbandonerà mai, ve lo prometto.

Ioanna

  

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...