#PETALIDILETTURA: le letture del mese di giugno

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Quaderni russi, Igort (Coconino press): il signore del fumetto italiano ci racconta la storia di Anna Politkovskaja, la brutalità di una dittatura travestita da democrazia, le atrocità della guerra cecena, l’orrore vissuto dai civili. Tutto ciò è magistralmente raccontato e disegnato, le tavole sono così incisive che difficilmente dimenticherete i brividi che solo la più terribile delle realtà saprà provocare in voi.

 

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Prendiluna, Stefano Benni (Feltrinelli): Prendiluna, una vecchia maestra in pensione, riceve la visita del fantasma dei uno dei suoi gatti il quale le affida una missione: consegnare i dieci Mici a dieci Giusti, da ciò dipendono le sorti del mondo. Tra personaggi stravaganti, parodia di tipi umani, società segrete, incubi Matrioska e Trisogni, Benni ci porta in un mondo onirico, sarcastico palcoscenico del teatro della vita contemporanea portata alle sue estreme conseguenze. Si ride tantissimo, di un riso amaro però.

 

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Il corpo che vuoi, Alexandra Kleeman (Edizioni Black Coffee): in un’anonima città americana vive A, una ragazza ipnotizzata dalla pubblicità, dai reality show e dalla televisione in generale, schiava di uno stereotipo di bellezza che la spinge a mangiare solo ghiaccioli e arance. Con lei vivono la sua coinquilina B, la quale tenta in tutti i modi di diventare identica a lei, e il suo fidanzato C, anch’egli ossessionato dalla televisione. La protagonista cerca di dare un senso alla propria esistenza ma si ritrova sempre più invischiata in eventi, soggetti e situazioni misteriose e disturbanti. Una sorta di giallo che vi turberà, si farà abbandonare e vi spingerà a tornare da lui perché vi ossessionerà sapere cosa ne sarà di A.

 

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La stanza di Thérèse, Francesco D’Isa (Tunuè): la protagonista decide di rinchiudersi in una stanza d’albergo isolandosi dal mondo per risolvere l’enigma che ossessiona la sua esistenza fin dall’infanzia; mantiene un unico contatto con il mondo esterno, con sua sorella alla quale invia delle lettere: il libro è proprio la raccolta di queste che vengono rispedite a Thérèse con a margine le glosse di pugno della sorella. Questo breve romanzo si rivela tutto un enigma: dall’assenza della sorella, dei luoghi (dell’albergo e delle città), alla presenza di immagini, citazioni, disegni, grafici. Un’opera poliedrica e misteriosa, forse più riuscita per tutte queste particolarità che per la scrittura in sé.

 

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Lo spazio bianco, Valeria Parrella (Einaudi): Maria si è sempre fatta scudo con i libri, dietro di essi si nasconde quando il mondo diventa difficile da affrontare. Ancora una volta cerca di utilizzare questo schermo quando sua figlia nasce a soli sei mesi di gestazione. La sua vita cambia, diventa un’incessante attesa. Nei momenti di questo attendere ripercorre la sua vita, la sua infanzia, la condizione della sua città, il suo lavoro. La nascita di Irene mostre l’inatteso, da qui una riflessione su quanto i cambiamenti inaspettati ci portino a scoprirci diversi, a modificarci, a scoprirci capaci di lasciare uno spazio bianco e ricominciare, rinascere.

 

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Il papà di Dio, Maicol&Mirco (Bao Publishing): due colori, quattro personaggi, tematiche importantissime affrontate con leggerezza (nel senso in cui ne parla Calvino, non superficialità!), una storia piena di spazi vuoti che vengono istintivamente riempiti dal lettore il quale mette se stesso, le proprie impressioni e soprattutto tutta la sua immaginazione. Dio è un figlio ribelle, ama creare ma non vuole studiare e non riesce a reggere il confronto con il padre. Tra le sue creazioni vi è Satana (personaggio divertentissimo!), sorta di amico immaginario, spalla comica e diretto interlocutore con il lettore: quest’ultimo adora i fumetti. L’ironia è tagliente, se amate gli Scarabocchi non resterete delusi!

 

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Il segreto dell’uomo solitario, Grazia Deledda (Ecra): una lezione sull’amore e sulla solitudine, sul perdono e sulla ricerca della felicità. La paura di Cristiano, il suo segreto che lo condanna a una solitudine autoinflitta e castigante distrutta dall’arrivo di Sarina, la donna che lo porterà a mettere in discussione tutte le sue scelte e gli insegnerà il senso reale delle cose e delle emozioni.

 

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Umami, Laia Jufresa (Sur): tutta la vicenda si svolge in un complesso di case che portano i nomi dei cinque sapori che l’uomo percepisce: dolce, salato, acido, amaro e umami. Qui si incontrano i destini delle famiglie che abitano quelle stanze, accomunate dalla perdita dal non detto, dall’inspiegabilità degli eventi che hanno colpito le loro vite. In un continuo andare avanti e indietro nel tempo, tra momenti di commozione e altri di sorrisi teneri e nuove speranze, Laia Jufresa ci racconta una storia che in realtà è tante storie, una storia di ritorno alla vita.

 

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Cento poesie d’amore per Ladyhawke, Michele Mari (Einaudi): vi ricordate la storia narrata nel famoso film di Richard Donner? Anche Michele Mari parla di un mancato incontro, questa volta tra il poeta e l’amata, e lo fa in modo colto e citazionistico (vengono riscritte tantissime famose poesie, fiabe, formule liturgiche, pubblicità), profondo e reale, crudele e straziante ma allo stesso tempo godibilissimo. Tra rabbia e ironia, disperazione e riso amaro Mari parla d’amore in modo sincero e vero, terribilmente vero.

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Le pietre, Claudio Morandini (Exòrma): come si rendono protagoniste delle semplici pietre? Ce lo insegna Morandini con questo imperdibile romanzo corale in cui tutto è in movimento, tutto scorre sotto lo sguardo polveroso degli abitanti del villaggio alpino di Sostigno, che rievocano la storia dei coniugi Saponara per spiegare il momento preciso in cui tutto per loro è cambiato,  ovvero il giorno in cui i sassi hanno preso vita e si sono ribellati. Una lettura anticonvenzionale, che cattura con arguzia, ironia e piacevolezza, senza dimenticare gli interessanti spunti di riflessione su rapporto tra l’uomo e la natura.

 

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Lacci, Domenico Starnone (Einaudi): centrale, nel romanzo, il rapporto di coppia tra due coniugi, Aldo e Vanda. Un rapporto tormentato, a tratti infelice, doloroso, esplorato in tutte le sue sfaccettature e da entrambi i punti di vista. Cosa succede quando ci leghiamo ad una persona? Quanto siamo disposti a perdonare per amore? Cosa si nasconde nell’animo dell’altro? Starnone dipinge ritratti complessi, che ricostruiscono i punti nevralgici di una storia difficile, ancorata ad un passato incancellabile. Una storia reale e disperatamente umana.

 

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L’altra figlia, Annie Ernaux (L’Orma): con il suo stile di scrittura sensuale e memorialistico, la Ernaux offre di nuovo in pasto al lettore il suo passato, o meglio, fa emergere dalle acque del non-ricordo l’immagine della sua defunta sorella, ed immagina di scriverle una lunga lettera, evocando momenti, riflessioni, sensazioni a volte contrastanti. Un libro piccino piccino di una straordinaria e talentuosa scrittrice, una lettura perfetta che scivola via come un pensiero e rimane impresso nella memoria.

 

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Dolore, Zeruya Shalev (Feltrinelli): Dolore non è solo una sensazione. È il passato che torna a giocare con il cuore di Iris, un cuore che non ha mai dimenticato il suo primo amore e che, a quarantacinque anni, inspiegabilmente lo ritrova. Eppure la vita è andata avanti, Iris non può dimenticare il suo ruolo di moglie e madre, tantomeno quello di preside del suo istituto scolastico. E non può ignorare che sua figlia Alma è caduta in una situazione davvero rischiosa… Dolore e amore si mescolano in questo romanzo che la Shalev costruisce con pazienza e saggezza: due facce dell’esistenza che convivono, ma che a volte conducono a scelte inaspettate.

Elisa e Ioanna

Un commento Aggiungi il tuo

  1. un gran bel mese! alcune letture condivise, altre no. prendo spunto… ciao!

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