“Due minuti di-versi”: l’estate

il

Buongiorno lettori!

Abbiamo pensato ad una nuova sezione del blog tutta dedicata alla poesia (sì, lo sappiamo: mancava!): “Due minuti di versi” o, se preferite, due minuti “diversi”, articoli della durata di lettura intorno ai due minuti, per regalarvi il breve ma intenso piacere della poesia. E se avete da suggerire qualche testo saremo ben liete di condividere con voi parole ed emozioni.

La scelta di oggi è dedicata alla stagione estiva: buona lettura! 

cardarelli
Vincenzo Cardarelli (1887 – 1959)

Estiva – Vincenzo Cardarelli

Distesa estate,
stagione dei densi climi
dei grandi mattini
dell’albe senza rumore
ci si risveglia come in un acquario
dei giorni identici, astrali,
stagione la meno dolente
d’oscuramenti e di crisi,
felicità degli spazi,
nessuna promessa terrena
può dare pace al mio cuore
quanto la certezza di sole
che dal tuo cielo trabocca,
stagione estrema,che cadi
prostrata in riposi enormi
dai oro ai più vasti sogni,
stagione che porti la luce
a distendere il tempo
di là dai confini del giorno,
e sembri mettere a volte
nell’ordine che procede
qualche cadenza dell’indugio eterno.

gatto
Alfonso Gatto (1909 – 1976)

Sogno d’estate – Alfonso Gatto

Trapeli un po’ di verde
il limone, il sifone,
il piccolo portone
della pensione,
trapeli il blu,
anche tu
vestita col tuo nudo rosa,
ogni cosa amorosa.
Amore è amore
liscio alla sua foce.
Un’ alpe zuccherina,
l’amore è brina.
Che sogno averti vicina
notturna, fresca, sottovoce.

pavese
Cesare Pavese (1908 – 1950)

Estate – Cesare Pavese

C’è un giardino chiaro, fra mura basse,
di erba secca e di luce, che cuoce adagio
la sua terra. È una luce che sa di mare.
Tu respiri quell’erba. Tocchi i capelli
e ne scuoti il ricordo.

Ho veduto cadere
molti frutti, dolci, su un’erba che so,
con un tonfo. Così trasalisci tu pure
al sussulto del sangue. Tu muovi il capo
come intorno accadesse un prodigio d’aria
e il prodigio sei tu. C’è un sapore uguale
nei tuoi occhi e nel caldo ricordo.

Ascolti.
Le parole che ascolti ti toccano appena.
Hai nel viso calmo un pensiero chiaro
che ti finge alle spalle la luce del mare.
Hai nel viso un silenzio che preme il cuore
con un tonfo, e ne stilla una pena antica
come il succo dei frutti caduti allora.

Giorgio_caproni
Giorgio Caproni (1912 – 1990)

Vento di Prima Estate – Giorgio Caproni

A quest’ora il sangue
del giorno infiamma ancora
la gota del prato,
e se si sono spente
le risse e le sassaiole
chiassose,  nel vento è vivo
un fiato di bocche accaldate
di bimbi, dopo sfrenate
rincorse.

 

Ioanna

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