“Due minuti di-versi”: tre muse per Montale

il

Eugenio-Montale

Tre delle muse di Eugenio Montale, probabilmente le donne più importanti e significative nella vita privata e nella produzione dello straordinario poeta ligure: Drusilla Tanzi (o la Mosca), Irma Brandeis (Clizia) e Dora Markus (la donna immaginata)

 

 

 

Tanzi_Montale
Eugenio Montale e Drusilla Tanzi

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di

scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tutt’ora né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede.

 

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di

più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

Le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue.

 

irma-brandeis_300x240
Irma Brandeis

Nuove stanze

Poi che gli ultimi fili di tabacco

al tuo gesto si spengono nel piatto

di cristallo, al soffio lenta sale

la spira del fumo

che gli alfieri e i cavalli degli scacchi

guardano stupefatti; e nuovi anelli

la seguono, più mobili di quelli

delle tue dita.

 

La morgana che in cielo liberava

torri e ponti e sparita

al primo soffio; s’apre la finestra

non vista e il fumo s’agita. Là in fondo,

altro storno si muove: una tregenda

d’uomini che non sa questo tuo incenso,

nella scacchiera di cui puoi tu sola

comporre il senso.

 

Il mio dubbio d’un tempo era se forse

tu stessa ignori il giuoco che si svolge

sul quadrato e ora è nembo alle tue porte:

follia di morte non si placa a poco

prezzo, se poco è il lampo del tuo sguardo,

ma domanda altri fuochi, oltre le fitte

cortine che pe te fomenta il dio

del caso, quando assiste.

 

Oggi so ciò che vuoi; batte il suo fioco

tocco la Martinella ed impaura

le sagome d’avorio in una luce

spettrale di nevaio. Ma resiste

e vince il premio della solitaria

veglia chi può con te allo specchio ustorio

che accieca le pedine opporre i tuoi

occhi d’acciaio.

 

 

TYP-467234-4828138-gambe
Le gambe di Dora Markus, la foto fu inviata a Montale da Bobi Bazlen. Il poeta non conobbe la ragazza.

Dora Markus

I

Fu dove il ponte di legno

Mette a porto Corsini sul mare

Alto

E rari uomini,

quasi immoti, affondano

o salpano le reti. Con un segno

della mano additavi

all’altra sponda

invisibile la tua patria vera.

Poi seguimmo il canale

Fino alla darsena

Della città, lucida di fuliggine,

nella bassura dove s’affondava

una primavera inerte,

senza memoria.

E qui dove un’antica vita

Si screzia in una dolce

Ansietà d’Oriente,

le tue parole iridavano

come le scaglie

della triglia moribonda.

 

La tua irrequietudine

Mi fa pensare

Agli uccelli di passo

Che urtano ai fari

Nelle sere tempestose:

è una tempesta anche

la tua dolcezza,

turbina e non appare,

e i suoi riposi sono anche più rari.

Non so come stremata tu resisti

In questo lago

D’ indifferenza ch’è il

Tuo cuore; forse

Ti salva un amuleto che tu tieni

Vicino alla matita delle labbra,

al piumino, alla lima:

un topo bianco,

d’avorio; e così esisti!

 

II

Ormai nella tua Carinzia

Di mirti fioriti e di stagni,

china sul bordo sorvegli

la carpa che timida abbocca

o segui sui tigli, tra gl’irti

pinnacoli le accensioni

del vespro e nell’acque un avvampo

di tende da scali e pensioni.

La sera che si protende

Sull’umida conca non porta

Col palpito dei motori

Che gemiti d’oche e un interno

Di nivee maioliche dice

allo specchio annerito che ti vide

diversa una storia di errori

imperturbati e la incide

dove la spugna non giunge.

La tua leggenda, Dora!

Ma è scritta già in quegli sguardi

Di uomini che hanno fedine

Altere e deboli in grandi

Ritratti d’oro e ritorna

Ad ogni accordo che esprime

L’armonica guasta nell’ora

Che abbuia, sempre più tardi.

È scritta là. Il sempreverde

Alloro per la cucina

Resiste, la voce non muta,

Ravenna è lontana, distilla

Veleno una fede feroce.

Che vuole da te? Non si cede

Voce, leggenda o destino…

Ma è tardi, sempre più tardi.

 

Elisa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...