#Diariodiunfestival, 22 ottobre: Riccardo Verrocchi, Paolo Zardi e il Premio Metamorfosi

22 ottobre 2017. Festival delle Narrazioni, Sulmona, SOULKITCHEN

Oggi termina il Festival ma prima non potete perdere gli ultimi appuntamenti:

ORE 16:30

22089047_2082449095311293_8690536928453051704_nRiccardo Verrocchi (1984) è laureato in Scienze Politiche Internazionali Europee e delle Amministrazioni presso l’Università di Teramo e ha conseguito un Master in Economia della Cooperazione presso l’Università di Bologna. Fa parte dell’Associazione Kabawil – El otro soy yo, il gruppo italiano di appoggio ufficiale alle attività dell’Associazione delle Madres de Plaza de Mayo argentine. Ha pubblicato libri, saggi e articoli sulla storia contemporanea, sul canto sociale e sull’America Latina.

ORE 17:30

SONY DSCPaolo Zardi (1970), sposato, due figli, ingegnere, esordisce nel 2008 con un racconto nella raccolta “Giovani cosmetici” (Sartori) curata da Giulia Belloni. Ha pubblicato le due raccolte di racconti “Antropometria” (2010, Neo), “Il giorno che diventammo umani” (2013, Neo), i tre romanzi “La felicità esiste” (2012, Alet), “XXI secolo” (2015, Neo), “La Passione secondo Matteo” (2017, Neo) e i tre racconti lunghi “Il signor Bovary” (2014, Intermezzi), “Il principe piccolo” (2015, Feltrinelli Zoom) e “La nuova bellezza (2016, Feltrinelli Zoom). Il romanzo “XXI secolo” è stato finalista al Premio Strega 2015 ed è stato tradotto in spagnolo dalla Tropo Editores. Della sua produzione noi di Paper Leaves abbiamo letto gli ultimi due romanzi e di seguito vi forniamo i nostri “petali”, un invito alla lettura in pochissime righe

XXI secolo: una famiglia, un lavoro, qualcosa da difendere in una realtà assediata dalla povertà. Poi un giorno tutto cambia, improvvisamente quelle certezze collassano sotto il peso dell’inaspettato. La verità è che la nostra vita è, come dice lo stesso protagonista, come un formicaio, del quale guardiamo solo l’ingresso, ma sotto si sviluppa immenso, tentacolare, quasi incontrollabile un mondo: proprio così, non potremmo mai sapere tutta la verità della vita di chi ci circonda, neanche di quelli che amiamo. Una realtà quasi distopica, una prosa controllata e magnetica, un libro che si interroga sugli imprevisti della vita e sull’amore in tutte le sue forme.

La passione secondo Matteo: un libro di quelli da divorare letteralmente e poi da gustare con calma, rileggendolo dall’inizio. Questa è la storia di Matteo, padre di famiglia che un giorno, all’improvviso riceve una chiamata da un uomo che riemerge prepotentemente dal passato: suo padre. Questa è la storia di un fratello e di una sorella, figli dello stesso uomo e di donne diverse, opposti per carattere ma uniti da un legame viscerale. La famiglia, l’amore, la decadenza della vecchiaia, lo squallore e l’incomprensibilità della vita. Il tutto incanalato verso un gesto unico, irreversibile, accompagnato dalle note della Matthäuspassion di Bach.

ORE 18:30 – PREMIAZIONE CONCORSO NAZIONALE “LE METAMORFOSI”

Il Premio Metamorfosi per la letteratura in lingua italiana, del quale ideatore e curatore è lo scrittore Alessio Romano, giunge alla sua seconda edizione ed è riservato a romanzi che abbiano come tema quello della metamorfosi, della trasformazione, della crescita e dell’evoluzione sia individuale che sociale, intendendo questo tema nella sua accezione più ampia possibile. Finalisti di questa edizione sono:

1494782607008.jpg--_il_morso___il_nuovo_romanzo_di_simona_lo_iacono_ispirato___a_siracusana_Simona Lo Iacono, Il morso (Neri Pozza): Palermo, 1847. Lucia Salvo ha sedici anni, gli occhi come «due mandorle dure» e una reputazione difficile da ignorare: nella sua città, Siracusa, viene considerata una «babba», ossia una pazza. La nomea le è stata attribuita a causa del «fatto», ovvero il ricorrere di improvvise e violente crisi convulsive, con conseguente perdita della coscienza. Per volontà della madre, speranzosa di risanare le sorti della famiglia, Lucia viene mandata a Palermo a servizio presso la casa dei conti Ramacca. Un compito che la «babba» accetta a malincuore, sapendo che il Conte figlio si è fatto esigente in tema di servitù femminile. Quando il nano Minnalò, suo fedele consigliere, gli conduce Lucia, il Conte figlio le si accosta perciò con consumata e indifferente esperienza, certo che la bella siracusana non gli opporrà alcuna resistenza. La ragazza, però, gli sferra un morso da furetto. Un morso veloce, stizzito, che lo fa sanguinare e ridere stupefatto. Un gesto di inaspettata ribellione che segnerà per sempre la vita di Lucia, rendendola, suo malgrado, un’inconsapevole eroina durante la rivoluzione siciliana del 1848, il primo moto di quell’ondata di insurrezioni popolari che sconvolse l’Europa in quel fatidico anno.

original-ce-francesca-scotti-l-origine-della-distanza-francesca-scotti-13140541-1-ita-it-francesca-scotti-jpgFrancesca Scotti, Ellissi (Bompiani): Vanessa ed Erica. Una farfalla e un fiore. Le conosciamo mentre preparano i bagagli, le vediamo lasciarsi deporre davanti a una bella casa sul lago, congedarsi dai genitori. Ma non le aspetta una vacanza. Villa Flora è una clinica per chi come loro ha problemi col corpo che brucia. Strette in un patto d’intesa profonda, sono decise a non lasciarsi scalfire dalle cure, perché quello che hanno, quello che sono insieme non deve risolversi, non può guarire. Per restare ferocemente unite si misurano, si toccano, si consumano a vicenda. Ma la vita, il resto del mondo, gli altri premono ai confini del cerchio che le racchiude, lo strappano. Perché bisogna cambiare; perché una libellula si trasforma quindici volte prima di diventare quello che si vede. Un romanzo teso e lucido, forte e fragile, semplice e asciutto, retto da una scrittura pulita fino alla nudità.

niR8FkyEnrico Macioci, Lettere d’amore allo yeti (Mondadori): Come si fa a sopravvivere quando la tua giovane moglie ti è morta accanto, una notte, andandosene in un istante e lasciandoti solo con un figlio di nemmeno sei anni? Riccardo non lo sa come si fa, ma in qualche modo ci sta riuscendo. Sono passati otto mesi da quando Lisa non c’è più, e padre e figlio si sono trasferiti per l’estate in una casa al mare, acquistata poco tempo prima della scomparsa di Lisa. Nicola è un bambino sveglio e sensibile, e ha una grande passione per lo yeti: è il suo argomento di discussione preferito, ne è affascinato e un po’ lo teme. Riccardo è tormentato da un sogno ricorrente, le sue notti sono agitate e gettano ombre sulla quiete del comprensorio in cui abitano. Che significano le ambigue considerazioni della signora Lepidi, un’anziana untuosa che pare al corrente di pericolose verità sull’identità di un comune vicino di casa, Teodoro Inverno, un uomo massiccio e solitario con cui Nicola si ferma per ore a chiacchierare, inspiegabilmente calamitato? Le giornate scorrono, nei ritmi quotidiani della villeggiatura. Nicola ogni pomeriggio partecipa alle attività organizzate da una giovane animatrice dell’hotel vicino. Riccardo lo sorveglia dai tavolini del Long John Silver, un bar sulla spiaggia gestito da Walter, col quale ha in comune una passione per Stevenson e per i discorsi filosofici. Intanto conosce Ismaela, una cameriera affascinante, che sembra nascondere un segreto. La speranza di una ritrovata normalità carezza la mente di Riccardo, ma la tenebra torna ad assediare la sua vita e quella di suo figlio. L’animatrice cui Nicola si era affezionato scompare all’improvviso. Ogni ricerca si rivela inutile e Riccardo scopre che in quello stesso punto sono già sparite quattro persone negli ultimi anni… Chi è l’individuo che appare in certi scatti fotografici e le cui mani hanno qualcosa di mostruoso? E perché ogni volta che passa accanto a un chiosco abbandonato a forma di limone Riccardo viene assalito da un brivido? Con un libro sorprendente per originalità e qualità della scrittura, Macioci si conferma uno degli autori più interessanti della sua generazione. Lettera d’amore allo yeti è un romanzo che sfugge alle classificazioni, un testo senza tempo, sospeso tra E.T.A. Hoffmann e Stephen King, spaventoso e lirico, capace di inquietare e sedurre con le sue atmosfere.

 

Elisa e Ioanna

 

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