Novità in casa Voland: IL MUSICISTA OSCURO di Giacomo Melloni e DI NOTTE di Mercedes Lauenstein

9788862433082
Titolo: Il musicista oscuro
Editore: Voland
Autore: Giacomo Melloni
Pagine: 126
Prezzo: € 15,00

Disilluso, pessimista, sgradevole, squattrinato. Così si presenta ai nostri occhi il protagonista del romanzo d’esordio di Giacomo Melloni, Il musicista oscuro. Un chitarrista che, varcata la soglia dei trent’anni, si guadagna da vivere facendo il guardiano di un museo, lavoro da lui considerato umiliante, noioso, ma decisamente necessario per la propria sopravvivenza. Con una vita sentimentale inesistente, la “normalità” di un’occupazione monotona, la tristezza di un appartamento grigio e solitario e la consapevolezza del talento sprecato, egli vive con un enorme senso di frustrazione, un sentimento che lo porta a maledire se stesso per essersi innamorato della musica da ragazzo.

Il mio maestro di chitarra, il vero responsabile della mia triste deriva, è stata la prima persona che ho realmente ammirato. Non saprei darne una descrizione lucida: l’odio che oggi provo nei suoi confronti distorce il mio giudizio. È stato lui a trasmettermi la malattia della musica, è per causa sua se adesso sono qui, senza un lavoro dignitoso, senza soldi, a torturarmi nella speranza di una via d’uscita.

Nonostante tutto, però, egli è convinto che un giorno – decisamente lontano – il suo talento verrà scoperto e solo allora potrà raggiungere il successo tanto atteso. D’altronde ogni artista che si rispetti, per essere tale, deve soffrire. E lui non solo soffre come un cane (in modo, a volte, quasi tragicomico!) ma addirittura, la musica tanto amata diventa una vera e propria malattia dell’anima che, a poco a poco, si impadronisce della sua mente, fino a condurlo ad un atto spaventosamente premeditato ed estremo.

1200px-Edouard_Manet_-_Luncheon_on_the_Grass_-_Google_Art_Project
Colazione sull’erba (Le déjeuner sur l’herbe) è un dipinto del pittore francese Édouard Manet, realizzato nel 1863 e conservato al museo d’Orsay di Parigi.

L’unico momento di reale bellezza è rappresentato dall’osservazione di un quadro esposto nel museo in cui lavora, “Scampagnata domenicale” di Fernandez (il lettore esperto penserà subito a “Colazione sull’erba” di Manet), che mostra tre uomini ed una donna, Antonine Blanco (la quale diventa sua “musa” ispiratrice, figura femminile ideale, amore platonico e perfetto), seduti su un prato a fare un pic-nic, circondati da un bosco. Sin da quando il protagonista lo ammira per la prima volta, il dipinto cattura la sua attenzione al punto tale da provocargli delle allucinazioni, prima lievi, poi sempre più consistenti, sino al momento in cui realtà ed immaginazione si fondono in una pericolosissima follia.

Per un paio di mesi fui tormentato dal ricordo dell’allucinazione. Specialmente le parole dei personaggi sulla tela mi riecheggiavano nelle orecchie come dolorose verità. Il momento più drammatico era il mattino: ogni volta che aprivo gli occhi trascorreva qualche attimo prima che mi ricordassi dell’episodio; sprofondavo allora in un torpore senza rimedio e passavo le giornate sdraiato sul letto a torturarmi. L’unica idea che giungeva in mio soccorso – un’idea da mentacatto – era la convinzione che, dal momento che ero anormale, dovevo essere un vero artista.

Frustrato e deluso dalla propria esistenza, egli riceve inaspettatamente un telefonata: si tratta di Boris, l’ex bassista del suo vecchio gruppo musicale, che dopo ben dieci anni di silenzio decide di sentire il suo amico e di invitarlo ad un festa. Dopo vari ripensamenti egli decide di accettare l’invito. Tuttavia alcuni problemi iniziano ad affollare la sua mente. Come presentarsi alla società? Come un guardiano del museo noioso e insoddisfatto o come un grande artista che sta lavorando ad un grandioso (e misterioso) progetto musicale? Il lettore non faticherà ad immaginare la risposta! A rendere la situazione ancora più comica e miserevole troviamo l’incontro con Silvana, la sorella di Boris ( che lui stesso definisce “un essere di rara bruttezza”) la quale si innamora di lui. Non contento, Melloni si diverte a giocare con il suo protagonista infastidendolo con la figura – antipaticissima! – del suo vicino, un musicista di successo e con tanti progetti musicali attivi, il quale non solo lo rende tremendamente geloso dal punto di vista artistico, ma lo disturba costantemente con i rumorosi amplessi amorosi nel suo appartamento.

http://www.cyberuly.com

Un romanzo senza fronzoli  per chi ha “i piedi per terra”, con un protagonista mediocre, infelice, bugiardo ma in fondo, desideroso solo di un briciolo di felicità. Quella felicità che cerca di afferrare invano e che riesce a trovare solo nella sua immaginazione. Un romanzo in prima persona che regala un notevole approfondimento psicologico e fa riflettere sulla follia di un uomo che, dopo aver perso tutto, smarrisce anche se stesso, sino ad una conclusione inaspettatamente noir e violenta. Un ottimo esordio per un giovane scrittore, che riesce a catturare il lettore con una prosa scorrevole, curata, umoristica ma anche spietatamente realista. Se amate i lieti fini, statene alla larga.

9788862433075_0_0_0_75
Titolo: di notte
Editore: Voland
Autore: Mercedes Lauenstein
Pagine: 173
Prezzo: € 16,00

La tua irrequietudine
mi fa pensare
agli uccelli di passo
che urtano ai fari
nelle sere tempestose:
è una tempesta anche
la tua dolcezza,
turbina e non appare,
e i suoi riposi sono anche più rari.
Non so come stremata tu resisti
in questo lago
d’indifferenza ch’è il
tuo cuore; forse
ti salva un amuleto che tu tieni
vicino alla matita delle labbra,
al piumino, alla lima:
un topo bianco,
d’avorio; e così esisti!

(DORA MARKUS, Eugenio Montale)

Autorin-Mercedes-Lauenstein
Mercedes Lauenstein

 

Irrequieta è la misteriosa ragazza senza nome protagonista del romanzo di Mercedes Lauenstein, Di notte. In una Monaco notturna e silenziosa ella si aggira alla ricerca delle case ancora sveglie, di coloro che come lei non riescono a dormire perché chi è immerso nel sonno le fa paura. Suona i campanelli ed entra nell’insonnia degli sconosciuti, chiede perché sono ancora svegli, vuole conoscere le loro storie.

whzllx
Finestre di notte di Edward Hopper

Una delle prime immagini che ha suscitato in me questo romanzo è Finestre di notte di Edward Hopper. Sulla soglia di un mondo altro, di uno spazio conchiuso e ristretto, tra quattro mura, si dipanano mondi possibili, quelli creati da chi li abita. Ma è inevitabile pensare anche a Finestra sul cortile di Alfred Hitchcock: guardare dall’esterno verso l’interno, intromettersi nelle vite altrui, disarmare la solitudine di quei mondi che solo nel silenzio dell’oscurità possono esistere, certi che quello che succede di notte sparirà alle prime luci dell’alba. La protagonista non ci lascia sulla soglia come il pittore statunitense ma ci catapulta all’interno, correndo il rischio di essere respinta, spaventandosi e spaventando chi vive quell’invasione.

fig.6
Finestra sul cortile di Alfred Hitchcock

Indiscusso è il fascino delle finestre di notte. Dalla prospettiva di chi osserva dal di fuori è possibile immaginare, fantasticare sulla vita di chi abita quei luoghi. La casa illuminata di notte trasmette un senso di sicurezza, di calore, di conforto, e così è possibile ricordare l’odore della propria casa, suscita epifanie straordinarie nella mente di chi è confinato ai bordi di quegli interni. Questa è la stessa sensazione che si prova osservando le fotografie di Frank Relle che nel 2004 immortala le case di New Orleans, raccontando il ricco passato della città, oltre che le conseguenze dell’uragano che l’aveva appena messa in ginocchio. E così, anche nelle vite che incontra la ragazza senza nome spesso sono passati uragani: se i tipi umani nei quali si imbatte sono dissimili tra loro, hanno le loro vite, ognuna diversa dall’altra, queste sono collegate da un comune senso di malinconia.

Brainard_frank_relle
Frank Relle

I vari incontri sono strutturati tutti in maniera simile: vi è la descrizione dell’individuo e dell’ambiente; l’attenzione per i piccoli dettagli – come gli odori, gli oggetti, l’abbigliamento – conferisce realtà alla scena e crea la giusta intimità con il personaggio. Nel suo peregrinare nella notte, la protagonista ci conduce in appartamenti di tutti i tipi, in alto (su terrazzi) e in basso (nei sottoscala) – ma metaforicamente il su e il giù di quegli incontri rappresentano lo stile di vita, la condizione di chi li abita, la loro sanità mentale reale o presunta, ecc. – nei palazzi di una Monaco che potrebbe essere qualunque città, un non-luogo costellato da queste venticinque solitudini.
Proprio tale condizione accomuna l’opera di tutti gli artisti citati in questo articolo. Ma il personaggio creato da Mercedes Lauenstein fa di più: interrompe notti altrimenti rumorose solo di pensieri e alla paura dell’estraneo si contrappone proprio quella solitudine che porta all’unione, alla fiducia, al patto che stabilisce che quanto confessato durante quelle conversazioni rimarrà imprigionato lì, in quelle notti, nel momento esatto in cui i due interlocutori si divideranno. Confidarsi con uno sconosciuto risulta più semplice, riescono a parlare di ciò che li fa soffrire, di ciò che non piace della loro vita perché non presuppone una relazione affettiva e i sensi di colpa che ne scaturiscono. Allora spesso non dormire significa non voler fare i conti con il proprio inconscio, con i mostri irrazionali della mente: una paura che accomuna tutti noi.

Ioanna ed Elisa

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...