L’eterna lotta tra il bene e il male: l’immaginario nordico delle FIABE SVEDESI

 

 

20170925151522_286_cover_media

 

Editore: Iperborea

Pagine: 184

Prezzo: 16,00 €

Link al sito Iperborea

Risale al 1928 la prima edizione della celebre Morfologia della fiaba dello studioso Vladimir Propp, testo di riferimento per un’ ideale analisi approfondita della struttura del genere narrativo. Secondo Propp la fiaba si caratterizza per la presenza di funzioni costanti, che si ripetono in forme diverse all’interno dei racconti. “Tutte le fiabe, per struttura, sono monotipiche”, egli afferma nella sua opera. Cosa vuol dire? Che non importa il numero dei personaggi: ogni storia presenterà sempre una variazione diversa per una serie unica di elementi. Ve li ricordate?

In ogni fiaba che si rispetti abbiamo un protagonista, un antagonista, un aiutante, un premio (o una principessa). L’eroe deve allontanarsi e affrontare vari ostacoli prima di raggiungere il tanto amato oggetto del desiderio. Sin da piccoli abbiamo conosciuto le bellissime storie dei fratelli Grimm o di Hans Christian Andersen: Cappuccetto rosso, Biancaneve, Il principe ranocchio, Il brutto anatroccolo, La Sirenetta… che senso ha riproporle oggi, in veste “adulta”, in una collana – elegante ed illustrata – dedicata al racconto popolare tipico dei paesi nordici? Lo spiega bene Bruno Berni, docente di letteratura danese e ricercatore presso l’Istituto Italiano di Studi Germanici, curatore della serie di fiabe nordiche edite da Iperborea, giunta al quarto volume della collezione, Fiabe svedesi:

A dispetto dunque della somiglianza dei temi, spesso comuni a un ambito geografico che abbraccia l’intera Europa, e dei quali sarebbe impossibile e forse inutile disegnare una mappa veritiera, vale forse la pena di prendere queste fiabe come sono: testimonianze raccolte in un’epoca in cui il progresso tecnologico non aveva limato le peculiarità regionali, in cui l’arte della narrazione e della memoria erano ancora vive, espressione del modo in cui un popolo vede se stesso e di come, in fondo, vorrebbe essere visto dagli altri.

 

Dopo Fiabe lapponi, Fiabe danesi e Fiabe islandesi, Iperborea solletica il nostro desiderio di tornare bambini con una nuova raccolta di dieci fiabe, impreziosita dalle illustrazioni “oniriche” in bianco e nero di John Bauer. La riscoperta della fiaba, che conobbe il momento di massimo interesse filologico nell’Ottocento, permette al lettore di avvicinarsi con la fantasia all’immaginario tradizionale nordico, popolato da giganti, contadini, streghe, troll, re, regine, principi, principesse, ranocchi, topolini, cani e altre creature, magiche e non. Tutte le storie mettono in scena l’eterno scontro tra bene e male, il rapporto con le forze della natura (il bosco è una presenza costante, diventa esso stesso protagonista attraverso la fauna e la vegetazione), i vizi capitali dell’uomo, la potenza suggestiva della magia e del sovrannaturale.

5454132964_c8f1c4d4f4_b

La famiglia è presentata a volte come luogo inospitale: i fratelli maggiori sono invidiosi del fratello minore e cercano in ogni modo di metterlo in difficoltà. Spesso sono i più giovani , i più piccoli ad essere messi alla prova: è il caso de “La ranocchia incantata” e “La principessa nella torre”. Solo i puri di cuore alla fine riescono a trionfare e a far trionfare la giustizia. Non mancano nemmeno le eroine, basti pensare a “Rosellina e Ledaccia”, storia in cui una giovane e bellissima principessa è sottoposta alle angherie della sua sorellastra e della nuova regina. Il leit motiv che sugella la raccolta è l’idea dell’astuzia e della fortuna: il personaggio deve abbandonare la sua ingenuità e farsi valere, ad ogni costo. Questo è l’unico modo per sconfiggere i malvagi e ottenere il famoso lieto fine. Non mancano, inoltre, interessanti analogie con alcune delle più famose fiabe dell’immaginario europeo (si tratta delle varianti svedesi di Cenerentola, Il gatto con gli stivali e la Principessa sul pisello).

7e1d58313c11c8f95c7ef4333109c68d

La lettura dei testi risulta estremamente semplice, seppur raffinata. La voce narrante si perde in un’infinità di voci, diventa espressione di un popolo e acquista la forza primordiale di una storia antica quanto l’uomo. Il lettore attento riconoscerà subito il tipico formulario del racconto orale, tramite la ripetizione di espressioni sempre uguali nel corso di uno stesso testo. Proprio questa genuinità rende la scelta delle fiabe così interessante: è un ritorno all’oralità, ad un tempo che a noi sembra così lontano, impossibile da immaginare. Il tempo in cui le storie, quelle vere, venivano raccontate e tramandate oralmente. Il tempo in cui alle storie veniva concesso il privilegio dell’attesa, dell’attenzione, della stasi.

Che senso ha leggere Fiabe svedesi? Quello di ricongiungerci con la nostra dimensione più autentica, di uomini e donne con gli stessi vizi, le stesse virtù e gli stessi desideri. Da sempre.

Ioanna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...