#sottole150: letture brevi di dicembre

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Piccoli amori, Franz Werfel (Guanda): Praga, primi decenni del Novecento. Erna è una giovane e bella istitutrice che entra nella casa di una famiglia agiata e borghese per prendersi cura di Hugo. Dall’incontro con lei in poi, nella vita di questo adolescente tutto cambierà. Si infatuerà di lei e diverrà complice dei suoi amanti, delle sue fughe e dei suoi turbamenti. Ma tutto questo non può convivere con il costume e le norme di quella società borghese. Una storia di crescita, di formazione sentimentale, una riflessione sulla scoperta dell’amore. Un amore piccolo, perché giovane, perché primo e impossibile. Una storia di abbandoni e cambiamenti, di prime sofferenze e grandi prove emotive da affrontare.

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Notturno cileno, Roberto Bolaño (Adelphi): in meno di 130 pagine l’autore ci racconta e fa i conti con il suo paese, il Cile. Quello di Pinochet, delle torture agli oppositori politici, quello della dittatura e delle nefandezze. In quest’ultimo romanzo pubblicato prima di morire, Boloaño si immedesima in un uomo in punto di morte che in una notte di agonia ripercorre la sua vita di errori e viltà, fa i conti con se stesso, con il “giovane invecchiato” che lo perseguita e gli chiede di riconoscere gli errori dettati da un’innocenza perduta molto tempo prima. Dall’incipit fulminante parte un monologo senza respiro e senza pause, duro da affrontare e impossibile da dimenticare.

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Melville, Alessandro Baricco (Feltrinelli): tre scene tratte dal più celebre dei romanzi dello scrittore americano, Moby Dick. Queste erano state materia di un reading portato in scena nel 2007 all’Auditorium Parco della Musica di Roma. Baricco traduce e commenta alcune scene significative traduce e commenta alcune scene significative di quel capolavoro, ne spiega intenzioni e personaggi, sottotesti e modalità di scrittura. Un percorso affascinante, coinvolgente, sintetico ed efficace. Un modo di approcciare un libro grande (in tutti i sensi), per chi non l’avesse ancora letto, o il mezzo per guardarlo da una nuova prospettiva, per chi, invece, ne è già conoscitore.

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Come un romanzo, Daniel Pennac (Feltrinelli):

Il verbo leggere non sopporta l’imperativo, avversione che condivide con alcuni altri verbi: il verbo “amare”… il verbo “sognare”… Naturalmente si può sempre provare. Dai, forza: “Amami!” “Sogna!” “Leggi!” “Leggi! Ma insomma, leggi, diamine, ti ordino di leggere!”.  “Sali in camera tua e leggi!”. Risultato? Niente.

Questo è l’incipit del saggio, strutturato come un romanzo, di Daniel Pennac. Illuminante trattato sulla lettura, intesa come bisogno primario di ogni essere umano, diritto imprescindibile ma schiavo dei dettami dell’educazione scolastica e familiare, delle influenze sociali e della ristrettezza mentale di un tempo che ce la impone e non porta ad amare. Una riflessione sul tempo, sull’immaginazione, sulla libertà del lettore. Quello che rimane dopo aver concluso questo capolavoro è che “il tempo per leggere, come il tempo per amare, dilata il tempo per vivere”. Non rinunciate a vivere, a modo vostro naturalmente.

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Agostino, Alberto Moravia (Bompiani): romanzo pubblicato nel 1944 da Moravia, piccolo capolavoro da cui è stato tratto l’omonimo film di Mauro Bolognini (1962). Romanzo di formazione che racconta l’estate di un tredicenne in vacanza al mare con la madre, donna bella e attraente. Moravia racconta il delicato passaggio dall’innocenza dell’infanzia alle tempeste dell’adolescenza, quel difficile periodo in cui si scoprono cose “da grandi”, ma grandi non si è abbastanza. Il ragazzo e la sua crisi diventano centrali: l’iniziazione sessuale segna un punto di svolta e lo conduce ad una nuova consapevolezza: “Troppa delicatezza restava in lui (…). Così si trovava ad avere perduto la primitiva condizione senza per questo essere riuscito ad acquistarne un’altra”.

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Chi ha bisogno di te, Elisabetta Bucciarelli (Skira): la delicatezza di questo romanzo è paragonabile al suono impercettibile del volo di una farfalla, uno dei suoni che la protagonista, un’adolescente di nome Meri, è in grado di sentire, dono speciale nato da una circostanza drammatica di tanti anni prima. La storia è narrata dal suo punto di vista, che ci conduce per mano nella sua vita, raccontando il rapporto con la madre, il loro modo particolarissimo di parlarsi attraverso le canzoni (il romanzo è zeppo di riferimenti alla discografia dei Queen), l’amicizia con la sua compagna di classe Sara ma soprattutto la vicenda del misterioso ammiratore che le scrive biglietti d’amore anonimi. Un romanzo dolce come il miele con una punta di amaro e di imprevedibile, che esplora il mondo dei sentimenti, cerca di spiegare l’amore nelle diverse forme in cui esso si presenta nella nostra esistenza. “Chi ha bisogno di te” nasce come domanda, ma alla fine si rivela l’unica – bellissima – risposta possibile.

Elisa e Ioanna

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