Quale sarà il futuro del libro? La storia secondo Robert Darnton

71CEeqryNVL
Pagine: 273              Prezzo: € 24,00

The case for books (Past, Present and Future), ovvero “Il futuro del libro” (2011) è un saggio scritto da Robert Darnton nel 2009 e pubblicato da Adelphi nel 2011. Si tratta di un’interessante rassegna di articoli – pubblicati prevalentemente sulla rivista New York review of books – che raccontano al lettore curioso come è cambiato nel tempo il modo di concepire il libro (sia nella sua materialità sia nel contenuto) offrendo notevoli spunti di riflessione, in particolar modo l’impatto che le nuove tecnologie e Google hanno avuto sul mondo delle biblioteche e sulla conservazione del patrimonio culturale.

Tra i temi affrontati sicuramente il più significativo è quello legato al progetto Google Book Search, che nel 2005 ha dato luogo ad una causa che ha coinvolto autori ed editori, i quali hanno accusato il colosso digitale di aver violato i diritti di proprietà intellettuale. Dopo varie negoziazioni le due parti sono giunte ad un accordo di transizione nel 2008, accordo – tra l’altro – di grande complessità giuridica. Quali furono le conseguenze?

Facciamo un passo indietro. Google Book Search si era dato come obiettivo quello di digitalizzare milioni di libri, moltissimi protetti dal copyright (fissato oggi a 70 anni dopo la morte dell’autore). Allo stesso tempo è emerso un altro bisogno, quello di democratizzare il patrimonio delle biblioteche, in modo da renderlo accessibile a chiunque, attraverso il digitale. Come sia andata a finire è prevedibile: “Mentre le autorità pubbliche dormivano, Google ha preso l’iniziativa”. Ed è esattamente questo il problema più grave, secondo Darnton: come si può affidare ad un privato il monopolio dell’accesso all’informazione? Una soluzione, secondo lui, esiste: la creazione di una rete di alleanze tra biblioteche di ricerca, che garantisca al tempo stesso il guadagno di autori ed editori e l’archivio ad accesso libero (o quantomeno a prezzi ragionevoli).

Altro tallone d’Achille, e stavolta lo storico cita come esempio il caso di Harvard (applicabile a tutto il settore universitario), è la difficoltà estrema di pubblicazione di testi monografici. Anche in questo caso Google Book Search ha avuto le sue grandi responsabilità; dopo l’accordo del 2008 i profitti della digitalizzazione sono stati spartiti tra lo stesso Google e gli editori, senza tenere in considerazione un terzo, importantissimo referente: le biblioteche, ovvero gli enti stessi che hanno permesso di digitalizzare i libri! Inoltre si creava anche un circolo vizioso per cui le biblioteche si trovarono costrette ad acquistare le riviste universitarie a prezzi elevatissimi e sceglievano (per motivi ovvi di costi) di tagliare sulle monografie; le case editrici (prevedendo un mancato guadagno) iniziarono a pubblicare meno testi di questa tipologia e di conseguenza i giovani ricercatori – senza la possibilità di pubblicare e di farsi notare – vedevano svanire il sogno di una carriera accademica. Un tentativo di risolvere questa condizione preoccupante è stato nei primi anni Duemila il lancio del progetto Gutemberg – e, con lo scopo di “elaborare e testare un modello di pubblicazione di opere di erudizione attraverso Internet”. Ma è stato davvero così facile risolvere un problema di tale portata?

 

Oltre a questa riflessione, Darnton parla delle potenzialità della nuova era digitale ed auspica una possibile convivenza tra analogico e digitale (mostrando attenzione per la materialità attraente e feticistica del libro ed il senso di vertigine di fronte alle possibilità dell’e-book). Non a caso egli definisce la sua raccolta di saggi “un libro che parla di libri”, con evidente predilezione, a tratti nostalgica, del cartaceo:

Prendiamo il libro. Ha una capacità di tenuta straordinaria. Dall’invenzione del codice, intorno alla nascita di Cristo, ha dimostrato di essere una macchina meravigliosa – è ottimo per confezionare informazioni, comodo da sfogliare, il compagno ideale per le serate in poltrona, è di facile stoccaggio e incredibilmente resistente al deterioramento. Non ha bisogno di «upgrade» o «download», né di essere acceso o avviato, inserito in circuiti o estratto da reti.

Le sue proporzioni lo rendono una delizia per gli occhi; la sua forma un piacere per la mano che lo regge. E la sua maneggevolezza ne ha fatto lo strumento fondamentale dell’apprendimento e dell’insegnamento per migliaia di anni, anche quando per leggerlo bisognava svolgerlo (nella forma del rotolo, mentre il codice è costituito da fogli legati insieme), da molto prima che Alessando Magno fondasse la biblioteca di Alessandria nel 332 a. C.

 

E ancora: quanto è importante oggi la bibliografia? Come è cambiata e come cambierà la biblioteca? Il futuro appare a tratti inquietante. O perlomeno così lo immaginava, con grande lungimiranza, Luis-Sébastien Mercier, che nel suo romanzo L’anno 2440 (1771) prefigura uno scenario spavantoso: il protagonista si ritrova nella Parigi del 2440 e si reca alla biblioteca nazionale dove scopre che c’è un’unica sala composta da soli quattro scaffali di libri. Il bibliotecario spiega che una commissione di saggi ha scelto i libri che contengono i saperi essenziali: tutto il resto è stato eliminato. Il tema è più che mai attuale: come orientarsi in un modo che mette a disposizione una marea di informazioni e come sopravvivere di fronte all’impellente necessità di selezionare il materiale rilevante? Mercier immaginava un 2440 senza libri (o quasi). Oggi, con la rivoluzione del digitale, il testo si è svincolato dalla materialità: perché servirsi di una biblioteca se ho la possibilità di navigare in Internet comodamente a casa mia?

Che lo si accetti o meno, il mondo sta cambiando. Il mercato del libro è cambiato, l’idea stessa del libro è cambiata. Il futuro riserva enormi incognite. Eppure, quest’oggetto così piccolo, così maneggevole, estremamente moderno in ogni tempo, non morirà mai: poco ma sicuro.

Ioanna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...