#petalidilettura: le letture del mese di gennaio

 

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Il demone, Michail Jur’evič Lermontov (Bur): il regalo più grande che vi potete fare come lettori è quello di essere onnivori. Per questo concedetevi il lusso di leggere un poema. Questo è stato scritto nel 1838 ed è in tetrametro giambico. Della storia non vi dirò nella se non che il protagonista è Lucifero che si innamora di Tamara, una mortale. Il suo cuore granitico va in frantumi e a lui non resta che giurare amore e devozione. Il monologo del diavolo manderà in frantumi il vostro cuore. Il ritmo ossessivo vi travolgerà, come la scrittura dell’opera aveva travolto il suo autore che a quella lavorò per gran parte della sua vita regalandoci molto più che una semplice scrittura.

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Il viaggiatore, Stig Dagerman (Iperborea): una raccolta di undici racconti, o meglio di “tragedie minori”, quelle della quotidianità fatta di acqua, paesaggi immobili come quadri improvvisamente scossi dai terremoti dell’imprevedibilità dell’esistenza. Le vite che attraversano questi silenziosi scenari sono quasi sempre quelle di bambini o adolescenti che improvvisamente scoprono l’ingiustizia del mondo. Quest’ultimo ha per base la disillusione, è senza possibilità di riscatto: non è solo un universo fittizio ma il vero modo in cui Dagerman prendeva coscienza della qualità dell’esistenza, lui che “appartiene alla famiglia dei Kafka e dei Camus, dei ribelli alla condizione umana”. Una prosa meravigliosa, un talento straordinario incapace di combattere senza soccombere contro la realtà.

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L’invenzione della solitudine, Paul Auster (Einaudi): tutto inizia dalla fine. L’improvvisa morte del padre suggerisce ad Auster una riflessione sul senso di essere figli e genitori. Nella prima parte del romanzo, in cui parla dall’essere figli e del suo rapporto con il padre Sam, mette in atto una riflessione sull’incomunicabilità e l’incomprensione, sulla memoria e sull’urgenza di raccontare quella vita appena scomparsa per evitare che scivoli nell’oblio della memoria. Ispezionando gli oggetti, la casa e le cose appartenute a quell’uomo che non conosceva abbastanza perché nascosto dietro il suo muro di reticenza, scopre una nuova vita, un’altra persona. Nella seconda parte Auster parla da padre, guarda crescere suo figlio Daniel e le domande che si è sempre posto, inevitabilmente, si capovolgono. Una confessione, un’analisi, una finestra aperta sulla vita intima di questo straordinario scrittore. Toccante, una lettura veramente importante.

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Sempre libera, Lorenza Natarella (Bao Publishing): nel 2017 ricorreva il quarantennale della morte della Divina. Maria Callas visse una vita importante, piena e imponente come la sua voce. In questo graphic novel, che ripercorre tutta la vita della dea che ha cambiato il mondo della musica, conosciamo prima di tutto il suo rapporto travagliato con la madre, poi il coraggio, la crescita, la consacrazione e le costanti sfide che mai le hanno reso la vita facile. Indimenticabili quella straordinaria Traviata (che dà il nome a questa biografia per disegni) e i personaggi memorabili che l’hanno accompagnata negli anni: da Renata Tebaldi a Luchino Visconti, da Franco Zeffirelli ad Aristotele Onassis, fino a Pier Paolo Pasolini. Sempre libera è un libro bellissimo in tutti i suoi aspetti: dai disegni ai colori, dai testi alle sensazioni che riesce a trasmettere. Elegante e magistrale proprio come la Callas.

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Confessioni di uno zero, Giovanni Di Iacovo (Castelvecchi): sempre leggermente sopra le righe ma, allo stesso tempo, dentro schemi narrativi ben congegnati e personaggi precisamente caratterizzati, i libri di Di Iacovo si riconoscono subito per il loro stile particolare e, soprattutto, per quella straordinaria capacità di veder convivere al loro interno mondi altrimenti impossibili da accostare (ad esempio, il mondo del punk riesce a convivere con un romanticismo quasi cavalleresco). Una storia avvincente, di amore, di generazioni, di arcani e misteri da scoprire, accompagnata da una colonna sonora di tutto rispetto.

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Amore a prima vista, Wisława Szymborska (Adelphi): meravigliosa raccolta di poesie allestita dal traduttore della scrittrice, Pietro Marchesani. Tema centrale è l’amore, declinato in tutte le sue sfumature. Leggere questa poetessa regala attimi di incanto. Ne abbiamo parlato meglio qui: Due minuti di – versi: l’AMORE A PRIMA VISTA di Wisława Szymborska

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Il sale, Jean – Baptiste Del Amo (NEO): una scoperta straordinaria quella di Del Amo, talentuoso e giovane scrittore francese che ci regala un romanzo scomodo, ruvido, indimenticabile. Nell’arco di un’unica giornata si raccontano le vicende di una famiglia, ambientate nella cittadina francese di Sète. Louise, la madre, organizza una cena per rivedere i suoi tre figli, Jonas, Albin e Fanny. Le loro vite, così diverse, così tormentate, saranno di nuovo riunite, dopo tanto. Eppure i loro ricordi riportano a galla un passato tremendo. Un passato di sangue, di violenza e soprusi, che ha plasmato le loro identità in modo definitivo e fatale. Un passato in cui aleggia, suprema e terrificante, la figura del padre morto, l’uomo a cui conducono tutti i ricordi. Di una bellezza disarmante, vi rapirà.

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Le assaggiatrici, Rosella Postorino (Feltrinelli): ispirato alla vera storia di una delle assaggiatrici ufficiali di Hitler, Margot Wölk, questo romanzo racconta le vicende di un gruppo di donne che nel 1943 vengono ingaggiate dalle SS per mangiare il cibo del Führer ed assicurarsi che non sia avvelenato. Protagonista della vicenda è la giovane Rosa Sauer, appena arrivata a Berlino dai suoceri mentre il marito Gregor combatte sul fronte russo. Insieme ad altre condivide la tremenda esperienza della mensa, stringendo amicizie ma anche rivalità. Tutto sembra cambiare il giorno in cui arriva nella caserma il generale Ziegler, l’uomo con cui Rosa avrà una relazione pericolosissima. Vicenda originale e ricca di spunti di riflessione, ci consegna una prospettiva diversa su uno dei periodi più bui del Novecento. Lettura di grande godibilità: lo “divorate” che è un piacere.

Elisa e Ioanna

 

 

 

 

 

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