Così fragile, così incredibilmente forte. Il NIDO, di Kenneth Oppel

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nido
Editore: Rizzoli
Collana: RAGAZZI
Prezzo: 16 €
                               Pagine: 256                                  Clicca qui per leggere le prime pagine del libro

Immaginate di avere dodici anni. Dodici anni. Un’età magica, affascinante, ma anche complicata. Non vi sentite più bambini, eppure non siete ancora adulti. Il mondo è per voi tutto da scoprire, iniziate a capire che non sempre il bene ed il male sono due esperienze nettamente contrapposte. Intuite che i confini spesso sono labili, che esistono delle pericolose sfumature. Vi sentite incompresi, i grandi non vi capiscono, o meglio, come scrisse qualcuno ben più noto e autorevole della sottoscritta: “Tutti i grandi sono stati piccoli, ma pochi di essi se ne ricordano”. Mai nella mia adolescenza mi è capitato di imbattermi in un libro per ragazzi così originale. Sto parlando di The nest di Kenneth Oppel, tradotto in Italia con il titolo Il nido da Giordano Aterini per Rizzoli, pubblicato nel 2017. Parliamone un po’.

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Steven è il protagonista di questa storia: ha – non a caso – dodici anni, una sorellina di nome Nicole e un fratellino appena nato, Theo. Il piccolo, arrivato da poco, mette a repentaglio la stabilità emotiva della famiglia: i suoi genitori sono enormemente preoccupati a causa della sua malattia rara e iniziano a consultare vari specialisti nella speranza di trovare delle risposte e delle cure il prima possibile. Steven è molto preoccupato, sia per il futuro del fratellino sia per i genitori, che appaiono stressati e tristi. Eppure anche lui ha le sue fobie, alcune delle quali diventano una vera e propria ossessione: si lava le mani troppo spesso per paura dei germi, è terrorizzato dal buio ed è tormentato da una strana sagoma misteriosa che lo minaccia di notte ai piedi del letto.

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Steven ha anche una nuova paura: quella per le vespe, da quando una di loro gli ha punto il braccio, causandogli una reazione allergica. La presenza di questi insetti non è casuale: da poco è spuntato un misterioso nido accanto alla finestra della cameretta di Theo. Sembra una casualità, eppure non lo è: proprio in questi giorni Steven inizia ad avere dei sogni molto strani, in cui gli appaiono creature che inizialmente scambia per angeli. Solo dopo un po’ si accorge che in realtà la figura che gli fa visita nei suoi sogni è la vespa regina, che in un primo momento ha un aspetto rassicurante e racconta al ragazzo di voler aiutare il fratellino malato. Steven è disposto a tutto pur di vedere i suoi genitori sereni ed il piccolo Theo finalmente guarito. E così, notte dopo notte, decide di fidarsi della vespa regina, rendendosi complice inconsapevole di un piano drammatico.

L’atmosfera che si respira e si percepisce fin dalle prime pagine del romanzo è esattamente quella che si avverte guardando i disegni di Jon Klassen: pura inquietudine, sospensione tra realtà e immaginazione, con un pizzico di momenti horror. L’approccio dell’autore è originale e non cade nella banalizzazione dei temi, anzi: li presenta da un punto di vista diverso, quello di un bambino che deve confrontarsi con le “sorprese” con cui, a volte, la vita ci mette alla prova. Anche il ritmo della storia è un elemento chiave: relativamente tranquillo all’inizio, sempre più serrante e travolgente via via che ci si avvicina alla fine.

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Interessante appare la scelta del punto di vista adottato dallo scrittore: quello di un bambino coraggioso e molto maturo, che capisce di essere di fronte ad un problema enorme e delicato: la disabilità del fratello. Un problema che renderebbe fragile anche l’adulto più sicuro. Anche le sue fobie si ricollegano ad una dimensione “adulta”: la paura dei germi è sì infantile, ma allo stesso tempo decisamente poco comune tra i ragazzi della sua età. Inizialmente, nei suoi sogni, si parla di angeli: creature meravigliose che sembrano essere arrivate al momento giusto. Come in una fiaba, il protagonista ingenuo si fida dell’aiutante arrivato ad offrirgli una via di salvezza. Eppure questa non è una fiaba, non c’è tempo per le fiabe nel mondo vero, e l’angelo, privato della sua aurea di purezza, si rivela essere non solo un insetto, ma addirittura una regina. Una regina cattiva, spietata: come la realtà.

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Cosa mi ha colpito maggiormente? Il modo il cui si affrontano le tematiche della malattia, dell’imperfezione e della fragilità interiore. Da piccoli capita di sentirsi “grandi”. Eppure, si è ancora così vulnerabili, così impotenti. Il senso di frustrazione, incapacità, incomunicabilità col mondo adulto si esprimono appieno nel libro. Non è semplice parlare di una malattia, specialmente se grave. Lo è, a maggior ragione, quando è un bambino a dovercisi confrontare. Theo è diverso da tutti gli altri, forse non riuscirà mai ad essere indipendente, ad avere una vita serena. Steven fa la cosa più naturale del mondo: da vero fratello maggiore vorrebbe proteggerlo, a tutti i costi.

La terminologia usata nel romanzo merita un’attenzione particolare: l’insetto si offre di trovare una via d’uscita, ma non parla di guarire il piccolo, bensì di “ripararlo”. Come se fosse un oggetto. Ma quando un oggetto non funziona più c’è una sola cosa da fare: buttarlo. Ed è esattamente questo il dramma che si propone al ragazzo. Tuttavia Steven dimostra di essere più forte dei pregiudizi, lotta contro le sue paure e alla fine prende una decisione con un’incredibile consapevolezza, che forse non tutti gli adulti avrebbero avuto al suo posto. La malattia pone di fronte a mille paure: solo col coraggio e l’amore si riesce ad affrontarla e si diventa degli eroi.

Questa storia mi ha lasciata frastornata, con un mix di sensazioni contrastanti dopo aver chiuso l’ultima pagina. Il nido non è affatto un titolo rassicurante, non è il rifugio che tutti vorrebbero avere per ripararsi dalle difficoltà del mondo. Anzi: diventa una trappola, un’illusione. Oppel ha scritto un libro meraviglioso, complicato, talvolta provocatorio, da leggere a più livelli: una storia che catturerà i ragazzi ma che farà tanto riflettere anche gli adulti. Non ve lo dimenticherete, questo è sicuro.

Ioanna

 

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