#petalidilettura: i libri letti a febbraio

 

avversario

L’avversario, di Emmanuel Carrère (Adelphi): uno degli scrittori francesi più famosi racconta la drammatica storia di Jean-Claude Romand, l’uomo condannato all’ergastolo che il 9 gennaio 1993 uccise moglie, figli e genitori. Carrère ha assistito personalmente al suo processo e, profondamente tormentato da questa figura, ha deciso di raccontare la sua vicenda, quella di un uomo che per ben diciott’anni ha mentito al mondo. Jean-Claude è riuscito a inventarsi una nuova identità, ma il prezzo della menzogna, ad un certo punto, è diventato troppo alto, fino a spingerlo a un gesto estremo. Libro scritto con un taglio giornalistico, ma quasi impossibile da collocare in un genere. Una lettura agghiacciante, che conferma la bravura e l’acume di Carrère.

mille baci

Dammi mille baci, di Eva Cantarella (Feltrinelli): dimenticatevi tutto quello che avete imparato al liceo. Anzi, mettetelo da parte: Eva Cantarella vi stupirà con un saggio davvero interessante sull’amore e le relazioni ai tempi dell’antica Roma. Scoprirete che per i romani la virilità era tutto: bisognava essere dominatori, nelle battaglie come nel sesso. Tra ricostruzioni storiche e divertenti intermezzi scoprirete la differenza tra gli amori dovuti, gli amori possibili e quelli proibiti, conoscerete esempi di donne virtuose e non, di mariti violenti e amorevoli, di costumi impensabili e abitudini imbarazzanti. Un saggio che si legge col sorriso sul volto, ma che non risparmia la riflessione del lettore su tematiche ancora oggi decisamente scottanti.

epepe

Epepe, di Ferenc Karinthy (Adelphi): secondo voi è possibile che uno studioso rinomato di linguistica finisca in un posto totalmente sconosciuto in cui non riesce a comunicare perché non ha idea di quale lingua si parli? Eppure il paradosso si realizza nel geniale romanzo di Karinthy, in cui il protagonista, Budai, parte per una conferenza ma per qualche motivo inspiegabile sbaglia aereo e si ritrova in una città labirintica, chiassosa, una metropoli con cui non riesce a comunicare a causa di una lingua impossibile da classificare, dai suoni ripetitivi e apparentemente senza alcun senso. Romanzo abilissimo nel trasmettere il senso di angoscia, rabbia e frustrazione, una storia che non dimenticherete facilmente. Unica nota davvero dolente: il finale, forse scritto più di fretta che con coerenza rispetto alla vicenda.

lucy

Mi chiamo Lucy Barton, di Elizabeth Strout (Einaudi): Lucy, a causa di un intervento chirurgico, è costretta a rimanere in ospedale. Si sta quasi rassegnando alla solitudine e all’isolamento di quella camera quando, inaspettatamente, sua madre compare e decide di farle compagnia. Le donne non si vedono da molti anni: in pochi giorni tra le due nasce una conversazione intima, a volte divertente, altre dolorosa. Dalla finestra della stanza si erge, con le sue mille luci nella notte, il grattacielo Chrysler, simbolo delle grandi aspirazioni di Manhattan. Un romanzo che parla della famiglia, del tempo, delle strade che ognuno percorre nel corso della propria vita. Storia toccante, la Strout straordinaria.

nido

Il nido, di Kenneth Oppel (Rizzoli): Steven è un ragazzo straordinariamente coraggioso per la sua età, con alcune manie ossessive e tante piccole paure. Improvvisamente nella sua vita giunge qualcosa di doloroso con cui fare i conti: il nuovo arrivato in famiglia, ovvero il suo fratellino, ha una malattia congenita, che rende tristi i suoi genitori, i quali non riescono a trovare una cura. In quei giorni le vespe costruiscono un grosso nido nelle vicinanze e Steven inizia ad avere degli strani sogni: quello che sembra un angelo è in realtà l’ape regina del vespaio, che gli promette di guarire il piccolo. Eppure, a poco a poco il piano della vespa si rivelerà essere drammatico. Un romanzo decisamente originale, che vi  farà riflettere sul tema della diversità. Ne parliamo meglio qui:

Così fragile, così incredibilmente forte. Il NIDO, di Kenneth Oppel

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La giusta mezura, di Flavia Biondi (Bao): due ragazzi, una casa in condivisione con altri studenti, sullo sfondo una Bologna che affascina e delude. I protagonisti sono Mia e Manuel, due figure in cui è facile riconoscersi: entrambi laureati vorrebbero costruirsi un futuro, ma riescono a fatica a tenere in piedi la loro storia di fronte alle incombenze finanziarie e alla paura di crescere. Lui è uno scrittore che pubblica online i capitoli di un romanzo cortese, lei ha un lavoro che odia e vive alla giornata, lasciandosi travolgere da una passione effimera. Una riflessione sulla forza e l’equilibro dell’amore, sulle difficoltà di coppia e sulla fiducia nei confronti dell’altro. Commovente e bellissimo, i disegni e i dialoghi di questo graphic novel vi strapperanno il cuore.

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Le ragazze nello studio di Munari, di Alessando Baronciani (Bao): Fabio è un collezionista di libri, libraio e grande amante e conoscitore di Munari. Di lui ci viene raccontato il suo rapporto con l’universo femminile. In maniera intima, quasi sussurrata e malinconica il protagonista narra in prima persona il suo rapporto con tre donne in particolare, che rappresentano a loro volta non solo tre modi di essere ma anche tre universi. Tutto ciò avviene attraverso l’adozione di incredibili soluzioni cartotecniche (pagine in velina, pecore di peluche, fori-oblò tra una tavola e l’altra…) iterate dal pensiero creativo di Bruno Munari, la cui filosofia ispira l’intera esistenza del protagonista del fumetto. Moltissimi i riferimenti a opere capitali della letteratura, dell’arte e del cinema. Un’opera malinconica e completa, un oggetto straordinario. Consigliatissimo.

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Storie ciniche, di W.Somerset Maugham (Adelphi): medico, scrittore, drammaturgo e agente segreto, un uomo dalla vita multiforme ha visto e vissuto centinaia di situazioni diverse ed è quindi in grado di portarci a spasso tra tutte le classi sociali e di queste conosce tutti i vizi, le storture e le qualità. Nessuna storia è rassicurante: con occhio cinico e sarcastico, con tagliente e spietata ironia ci descrive storie tragiche e fallimentari. Fotografie dell’universo umano, dal campionario delle vite seleziona e analizza con sfrontata cattiveria la loro banalità e in quella selezione noi ci riconosciamo perché a tutti, almeno una volta nella vita, capiterà di diventare cinico.

 

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Antropometria, di Paolo Zardi (Neo): Antropometria, an·tro·po·me·trì·a, (sostantivo femminile), lo studio statistico dei caratteri misurabili del corpo umano. Proprio questo fa Zardi, prende le misure dell’essere umano, ne conta le imperfezioni, la distanza tra quello che appare e quello che è, lo misura nel momento del cambiamento. La chiave di lettura di questi sedici racconti, a mio avviso, è data da L’urlo in cui parlando di Delitto e castigo si mette in evidenza come al suo interno sia ripetuta la parola improvvisamente più di seicento volte. Improvvisamente. È questo il senso di tutte le storie: improvvisamente accade qualcosa che rimescola la vita dei protagonisti. Ma fa anche di più, prendendo le misure di se stesso come scrittore, con brillanti esercizi di metaletteratura, di impostazione dell’intera raccolta, di stile e di voci sempre profondamente riconoscibili. Zardi è assolutamente uno dei nostri autori preferiti.

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V for Vendetta, di Alan Moore e David Lloyd (Lion): in un futuro prossimo e distopico l’Inghilterra è nelle mani di un governo totalitario. La turbativa al sistema è rappresentata dall’enigmatico e teatrale V, l’uomo mascherato che, sentendosi tradito dalla Giustizia, lavora in funzione della creazione di un mondo votato a regole che tutelino la libertà e la democrazia. Tra numerosissimi riferimenti ad altri artisti, l’enigma del numero 5, il mistero dell’uomo nascosto dietro la maschera di Guy Fawkes e il chiaro riferimento alla congiura delle polveri, questo fumetto – come il film che ispira – si annovera tra i più grandi capolavori della letteratura mondiale. Lasciatevi travolgere dalla sua potenza e meditate.

 

Ioanna ed Elisa

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