TU L’HAI DETTO, di Connie Palmen: la drammatica storia d’amore tra Sylvia Plath e Ted Hughes

il
20180307154611_tulhaidetto
Editore: Iperborea
Prezzo: 17 €
           Pagine: 255            Traduzione: C. Cozzi, Claudia Di Palermo

“La storia del matrimonio tra due scrittori offre il suo resoconto nei loro testi. Le stanze in cui abbiamo vissuto erano disseminate di quaderni, taccuini, manoscritti, dattiloscritti, appunti su fogli sciolti, i suoi in pile ordinate o dentro raccoglitori, i miei caotici e sparpagliati, finché lei non se ne occupava. (…) Dopo la sua morte, quando – sconvolto e allibito – mi sono addentrato a fatica tra le frasi della sua vita, leggendo le descrizioni fedeli e minuziose di persone, ambienti, oggetti (tutti esercizi per costringersi a percepire un mondo esterno e a darne un resoconto da scrittore professionista), sono quasi annegato nel suo dolore e nella sua sofferenza, ho trascorso anni a non far altro che recuperare i miei ricordi, a passarli come sabbia al setaccio dei suoi tessuti per trattenerne le piccole pepite d’oro luccicanti, puro tempo, immacolato, di me stesso”.

Questa non è una storia come tante. È la narrazione di un amore grande e drammatico, passato sotto i riflettori di critici e biografi, raccontato attraverso l’inafferrabile corsa dei pettegolezzi: quello tra Sylvia Plath e Ted Hughes. Due poeti, due anime affamate di vita e di emozioni, ossessionate dalle ambizioni letterarie, corrose dall’incomprensione e dai misteri delle loro esistenze.

Tu l’hai detto, edito da Iperborea, ha davvero qualcosa in più. L’ingrediente vincente è la diversa prospettiva con cui la vicenda del matrimonio e del suicidio della Plath viene presentata al lettore, ovvero attraverso il punto di vista del marito, da sempre osteggiato, considerato carnefice e – in qualche modo – responsabile della morte della giovane poetessa americana. Inoltre lo straniamento è duplice, dal momento che la scrittura del romanzo è quella di una donna, Connie Palmen, autrice di spicco nel panorama letterario olandese, che con lo studio delle Lettere di compleanno di Hughes e di una cospicua parte del suo archivio (accanto alla presenza imprescindibile delle biografie, dei racconti, dei diari della Plath) restituisce un ritratto fedele e approfondito del rapporto tra i due, immedesimandosi completamente nella figura maschile e raccontando i fatti reali in prima persona.

Insomma, una prova ambiziosa da non da sottovalutare, che riesce splendidamente nel suo obiettivo e pone al lettore un interrogativo: Ted Hughes fu davvero il colpevole?

“Per la maggior parte delle persone esistiamo solo in un libro, la mia sposa e io. Negli ultimi trentacinque anni ho dovuto assistere con impotente ribrezzo a come le nostre vite reali sono state sommerse da un’onda fangosa di racconti apocrifi, false testimonianze, pettegolezzi, invenzioni, leggende; a come le nostre reali, complesse personalità sono state sostituite da stereotipi, ridotte a immagini banali tagliate su misura per un pubblico di lettori affamati di sensazionalismo.

 E così lei era la fragile santa e io il brutale traditore.

 Ho taciuto.

Fino ad ora”.

Nel febbraio 1956 Sylvia e Ted si conoscono a una festa e si innamorano perdutamente l’uno dell’altra. Lei è una ragazza nata in un sobborgo di Boston, che sin da bambina scopre la sua passione per la scrittura, lui è un giovane inglese appena laureato a Cambridge, con un amore sfrenato per la letteratura e la poesia. Si riconoscono subito affini tra di loro e dopo qualche mese di frequentazione decidono di sposarsi in segreto nel giugno dello stesso anno. Nonostante la bellezza e l’arrivo improvviso del loro amore, Hughes sembra avere delle riserve nei confronti della ragazza: c’è qualcosa di misterioso in lei, qualcosa di inafferrabile e indecifrabile. Una sensazione che col passare degli anni si rivelerà tremendamente esatta. Il loro rapporto non è descritto con le tinte idilliache dell’amore, sembra non esserci spazio per la dolcezza dei gesti degli amanti: il contatto fisico, i rapporti sessuali, i baci, sono tutti esposti attraverso la lente d’ingrandimento della violenza, dell’attacco subitaneo e animalesco. Questa è la prima chiave di lettura che l’autrice consegna al lettore: non c’è nulla di ordinario in questo amore, tutto è “tempesta e assalto”.

12592779424_1bfa889e8f_o
Sylvia Plath e Ted Hughes              credits: Creative commons_summonedbyfells, Flickr

Per Sylvia amare significava  buttarsi a capofitto nell’altro, fino a risucchiarlo nel turbine della propria inquietudine e privarlo di linfa vitale. Fu lei stessa a confessarlo a Ted:

“Ricordo ancora perfettamente come si addolcì il suo sguardo quando aggiunse che il suo amore per me somigliava a quella sensazione, a una quasi-morte, a una resa simile all’abbandonarsi alla morte”.

Eros e Thanatos diventano così il binomio inscindibile del loro destino, intrecciano i rami e gli arbusti letali di un gigantesco labirinto in cui, alla fine, lei si perde. E perdendosi smarrisce il senso di ogni cosa.

Riecheggia nella storia la trama dell’unico romanzo che la Plath pubblicò poco prima di morire, La campana di vetro, in gran parte autobiografico, in cui il suo alter-ego, Esther, è una brillante studentessa di provincia, travolta dalla vita caotica e ipocrita della New York degli anni Cinquanta, sempre più insofferente a quella campana che giorno dopo giorno la priva di aria vitale. Fu determinante la sua prima grave crisi depressiva, avvenuta poco prima dell’incontro con Ted: tentò di togliersi la vita ingerendo una dose letale di sonniferi e rinchiudendosi in una cantina. Si salvò per miracolo, ma da quel momento in poi nulla fu più lo stesso.

La conobbe proprio così il suo futuro marito: una ragazza dotata d’intelligenza rara, di una fragilità estrema, di un’aggressività primitiva. Tutto il resto è un vortice impetuoso di eventi: il trasferimento a Londra, il lavoro – insopportabile ma necessario – da insegnanti, l’ossessione per i riconoscimenti poetici, il successo che a poco a poco fa capolino dalle riviste e dalle loro prime pubblicazioni. Poi i figli: prima Frieda, poi il piccolo Nicholas. Tuttavia il loro arrivo sembra minare un rapporto che già manifesta i primi segni di cedimento. Ted s’innamora di un’altra donna e Sylvia e la sua famiglia lo additano a traditore, lo riempiono d’ingiurie e calunnie senza fine. Eppure il Ted di Connie Palmen descrive questi momenti in modo riflessivo e autocritico: esamina ogni singolo momento della loro vita coniugale per cercare di capire in che modo la loro storia sia giunta al capolinea, per identificare il momento esatto in cui il loro amore si è incrinato e trasformato in una condanna per entrambi. Più volte lui stesso cercò di salvarla dal suo mondo oscuro e impenetrabile, da quelle sirene irresistibili che con il loro canto di morte cercavano in tutti i modi di liberarla dalle sofferenze della sua anima tormentata.

Tu l’hai detto è il dito che Hughes punta contro tutti coloro che si sono impossessati della loro storia, giudicandola con una familiarità semplicistica e inadeguata. Chi può sapere chi fosse realmente la lepre e chi la volpe, come suggerisce la meravigliosa immagine di copertina.

“Le esigenze, i doveri e gli allettamenti della vita sociale non sono niente in confronto alle minacce dall’ interno, alle forze oscure che puntano a devastare ciò che vi è di sacro in noi. Il giorno in cui la incontrai, conobbi anche quelle. Credevo che fossero le sue – la mia dea bianca, la mia musa inquieta – e che avrei potuto proteggerla dal male, e invece avevo incontrato i miei propri demoni nelle sembianze di una donna”.

Un romanzo esemplare, che brulica di vita, di sofferenza, d’amore e di letteratura. Un’opera imperdibile per chi, come me, è rimasto affascinato dal romanzo di Sylvia Plath e dalla sua drammatica biografia. Una scrittura di una piacevolezza unica e di una capacità empatica rara. Devastante e indimenticabile.

Link al sito Iperborea: Tu l’hai detto

Ioanna

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...